Tutto partì 4 anni fa da una interpellanza

La Procura Regionale condanna l’Amministrazione per danno erariale

La notizia della Procura Regionale presso la Corte dei Conti della Puglia che ha chiesto – a conclusione delle indagini – la condanna  del sindaco del Comune di Mattinata e dei suoi assessori per danno erariale (hanno trenta giorni di tempo per le controdeduzioni), ha avuto l’effetto – per chi amministra – di una secchiata gelata in faccia. Non solo. Ha sconquassato  il placido tran tran quotidiano di una cittadina di seimila abitanti e mandato in fibrillazione il piccolo mondo politico locale.

Tra i membri della maggioranza dilaga il panico. Mentre nella minoranza si coglie una malcelata euforia di chi “annusa” una (per adesso ancora ipotetica) chiusura anticipata del mandato sindacale (il quale scade nella primavera del 2015).

Troppo grosso infatti il “fattaccio” per passare inosservato e non provocare conseguenze. Nella maggioranza del sindaco si vivono ore difficili. Nella minoranza è invece tutta una corsa a rivendicare la primogenitura (nel luglio del 2010 cinque consiglieri di minoranza, a partire da Angelo Perna, fecero una interpellanza sull’argomento) e a sfregarsi le mani, convinti che qualcosa di grosso accadrà nelle prossime ore.

Dimissioni in blocco? A tal proposito circola voce che nelle ultime ore della vicina Manfredonia sia accorso un big del Pd per tenere la barra al centro e scongiurare pericoli di sorta. La questione è partita nel 2010 “grazie” a Pierpaolo Fischetti, allora assessore al bilancio della giunta Prencipe.
Pomo della discordia? L’incarico quale componente di supporto dell’ufficio di staff del sindaco all’ex vice di Paolo Campo a Manfredonia, l’avvocato Franco La Torre.

Fischetti si rifiuta di votare. “Mi rifiuto di votare” ricorda “una delibera di nomina a consulente dell’avvocato Francesco La Torre nelle materie urbanistiche per 125.000 euro durante i 5 anni di mandato del sindaco Prencipe“. Il rifiuto “provoca” la revoca delle deleghe assessorili da parte del primo cittadino.

Senza nessun confronto” ricorda ancora Fischetti. Il quale da par suo invia tutto alla Corte dei Conti. Oggi la lunga battaglia giudiziaria quanto pare sembra essere arrivata alla sua conclusione.

Ho sempre nutrito estrema fiducia nella magistratura” dichiara oggi Fischetti, “molto vicino” politicamente a Matteo Savastano Quagliarello. “La nomina dell’avvocato La Torre” continua “è palesemente illegittima in quanto la legge sul pinto, cito una sentenza della Corte dei conti, Sezione Puglia, sentenza nr. 241/07, non lascia il minimo dubbio“.

  • Fonte: Francesco Trotta
    Gazzetta del Mezzogiorno
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