Il Casino dei Baroni Gambadoro

Altro viaggio attraverso la Mattinata da salvare

Nella piana di Mattinata, immediatamente al di sotto della contrada Asprito ed adiacente alla Torre Santa Maria è ancora ben in vista quello che un tempo fu il Casino, villa rurale con stemma araldico del nobile casato montanaro dei Baroni Gambadoro, grosso edificio costruito nel XVII secolo (è ancora visibile una iscrizione del 1727).

La famiglia Gambadoro che in Monte Sant’Angelo dimorava nell’omonimo palazzo ubicato nella piazza antistante la Chiesa della Trinità (nel cui annesso convento delle Monache Clarisse diverse furono le sue figlie succedutesi col titolo di Badesse), vantava nel territorio diversi possedimenti tra i quali la Chiesa rurale della Madonna Incoronata costruita sul finire del seicento per volere del Primicerio (sacerdote dignitario del Capitolo della Basilica di San Michele) Carlo Gambadoro.

Il Casino, cui si accede da un viale che si apre sulla sinistra della strada provinciale che conduce alla Marina di Mattinata, fu abitato dal 1856 al 1896 dall’Arciprete don Giuseppeantonio Azzarone, secondo parroco della Chiesa Abbaziale di Santa Maria della Luce, precursore della ricerca archeologica nel territorio, che nel 1872 vi ospitò il Capitano di Artiglieria del Regio Esercito Italiano (poi Maggiore e Colonnello) Angelo Angelucci in missione nell’Italia Meridionale per una prima classificazione dei siti di interesse archeologico.
L’Angelucci in una sua memoria rimasta famosa e pubblicata dopo il suo rientro a Torino, definì la casa dell’Arciprete ìuna foresteria aperta a quanti vi capitasseroî.

Il 28 aprile 1862 nelle sue adiacenze si consumò l’oscuro omicidio ad opera di briganti locali del sessantaduenne Lorenzo Bisceglia (ëu sculère), ricco proprietario terriero e primo prosindaco di Mattinata.
Passato dopo la Prima Guerra Mondiale tra le proprietà della famiglia Malagoli, durante il secondo conflitto bellico fu adibita a sede di un distaccamento del Regio Esercito, come testimonia ancora una targa marmorea con l’iscrizione: Battaglione T.M. Bis. 3™ Compagnia – 2∞ Plotone (clicca qui per vedere la scritta).

Nelle fasi conclusive della guerra ospitò per poche ore il Principe Umberto di Savoia, erede al Trono e Luogotenente Generale del Regno d’Italia (poi Re d’Italia nel solo mese di Maggio 1946) in visita alle truppe colà dislocate.

Nel dopoguerra il Casino (ancora oggi è da tutti chiamato così) fu acquistato da Angelandrea Salcuni: attuali proprietari i suoi eredi.
Oggi, pur ergendosi ancora elegante e con le coperture in parte integre, versa in cattivo stato di conservazione, anche se sono ancora visibili interessanti elementi architettonici.

Mattinata, 14 maggio 2006

  • Antonio Latino
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