A 120 anni dal 10 agosto 1893, una data storica per Mattinata

La scossa di quella sera fu “disastrosa”, raggiungendo il nono grado della scala Mercalli
14 Agosto 2013

Sono passati 120 anni dal 10 agosto 1893, data storica per Mattinata. Per molto tempo e fino agli anni intorno al 1970 se ne faceva anche memoria pubblica con una processione che percorreva le vie del paese.

Tante furono le scosse di terremoto dell'estate del 1893, che misero a dura prova gli abitanti del villaggio, allora piccola frazione di Monte Sant’Angelo. Ma la scossa della sera del 10 agosto  fu “disastrosa”, raggiungendo il nono grado della scala Mercalli. Eppure le conseguenze pur gravi (tre  morti e tre feriti, oltre a danni generali da Mattinata sino sotto Monte Saraceno) potevano essere ben peggiori. Funzionò una specie di  “protezione civile” ante litteram e poi i soccorsi e gli interventi economici delle autorità non mancarono. Va riconosciuto “un grande merito alle autorità del tempo, ricorda lo storico di Mattinata Michele Tranasi , perché con il loro atteggiamento prudenziale hanno contribuito a salvare molte decine di vite umane tra i 2700 abitanti. E in primo luogo al direttore dell’ Osservatorio geodinamico di Casamicciola sull’isola di Ischia, Giulio Grablovitz, incaricato dello studio dei fenomeni sismici che si stavano verificando con una certa insistenza dalla fine di giugno a Mattinata, e soprattutto a Monte Saraceno”. Questi fece due sopralluoghi, il primo a metà luglio, il secondo a metà agosto di quell' anno. Richiesto di un “suggerimento” da parte dell'ingegnere del Comune di Monte Sant’Angelo, Natale Pugliese, lo studioso di terremoti insistette sull' opportunità di mantenere le “misure di precauzione contro altri possibili danni.

Le scosse potrebbero anche cessare da un giorno all'altro, ma l'avviamento preso è ancora tale da raccomandare il mantenimento delle misure di prudenza”. Dopo la scossa del 10 agosto, “non un fabbricato era illeso nel centro urbano”, mentre a  monte di esso “perdurava l'insensibilità alle stesse”. Senza le misure di prudenza del direttore Grablovitz, vero e proprio pioniere della scienza dei terremoti, le cose sarebbero andate anche peggio. Come sottolineò nelle sue memorie Grablovitz, “l'ing. Pugliese, memore del mio consiglio, aveva saputo prendere disposizioni tali da far rimanere la popolazione all'aperto e risparmiò in tal modo una vera ecatombe”.

Francesco Bisceglia