Dopo due anni di pausa torna il “Gran Falò di San Giuseppe”

Il rito del fuoco di San Giuseppe è una delle testimonianze del passaggio di elementi pagani nella religiosità popolare, elementi che sono stati assorbiti e risignificati in funzione del culto cristiano

Nella cultura tradizionale, da sempre, il fuoco segna i momenti di passaggio del ciclo dell’anno, come la fine della brutta stagione e delle fredde ed umide giornate invernali.

Il fuoco si presenta in una doppia veste simbolica, da un lato esso rappresenta la distruzione di tutto ciò che angoscia la comunità (la fame, la malattia, la morte); dall’altra si presenta come rigeneratore per eccellenza, essendo considerato promotore della crescita dei raccolti, e del benessere dell’uomo e delle bestie, o positivamente stimolandoli, o negativamente stornando i pericoli e le calamità che li minacciano da cause come tuoni e lampi, incendi, golpe, muffa, insetti, sterilità, malattie.

Il rito del fuoco di San Giuseppe, che coincide con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, è una delle testimonianze del passaggio di elementi pagani nella religiosità popolare, elementi che sono stati assorbiti e risignificati in funzione del culto cristiano.

“Non è mai finita. Non vi è cenere che non sogni ancora le carezze del fuoco”.

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    18-19 marzo 2022
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