Turista salvato dalla Capitaneria

Travolto da onde alte tre metri mentre era sul materassino, ha rischiato di annegare

Salvato in extremis quando le onde altre oltre tre metri stavano per inghiottire completamente la piccola caletta ove l’incauto bagnante si era rifugiato. Per fortuna del turista – ospite di un albergo a Mattinatella – è intervenuta la Guardia costiera della Capitaneria di porto di Manfredonia e in particolar modo «l’angelo del mare» come è ormai soprannominato per i salvataggi il luogotenente Michele Ciuffreda, nostromo della Capitaneria.

La sua temerarietà supportata da un addestramento eccellente, è risultata provvidenziale in altre decine di salvataggi in extremis compiuti, a rischio della propria incolumità, nei 31 anni di servizio. Il suo curriculum contiene un lungo elenco di medaglie al valor di marina, al valor civile, medaglia Nato, encomi solenni. A lui devono la vita decine di bagnanti. Come l’uomo col materassino avventuratosi nello specchio di mare tra Mattinatella e le Zagare. L’allarme è stato lanciato dal proprietario dell’albergo presso il quale l’uomo alloggiava: uscito in mare alle 15.00, alle 18.00 non era rientrato. Nel momento in cui l’uomo si è calato in acqua tutto pareva calmo e sicuro. Poi all’improvviso la tempesta con onde di oltre tre metri.

L’uomo col materassino non ha avuto altra possibilità che rifugiarsi in una caletta tra la scogliera, una lingua di sabbia che diventava sempre più stretta col bagnante ricacciato contro la falesia a strapiombo. All’allarme ha risposto la Capitaneria: il comandante capitano di fregata Antonino Zanghi ha inviato una motovedetta CP 820 e un gommone: i mezzi navali sono arrivati sul posto giusto per vedere l’uomo ormai raggiunto dalle onde. La forte risacca non consentiva però alla motovedetta e al gommone di avvicinarsi alla scogliera. A quel punto il nostromo Ciuffreda non ci ha pensato su due volte: si è lanciato in acqua e reggendo un salvagente, ha raggiunto a nuoto il naufrago ormai allo stremo delle forze e nonostante la sua stazza alquanto corposa, è riuscito a portarlo al sicuro sul gommone. Era salvo. Nel corso dell’operazione il nostromo è rimasto ferito dagli scogli alle gambe, guarirà in 10 giorni.

  • Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno del 31/07/2010
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