Terremoto a Mattinata, scossa di magnitudo 2.6 a pochi chilometri dal paese
- 11 Settembre 2026
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Staccato il pass per i Mondiali IRONMAN 70.3 del 2027: è la seconda qualificazione iridata consecutiva dopo Nizza 2025
Ci sono giorni in cui la fatica accumulata in mesi di sveglie all’alba, ripetute sotto la pioggia, il caldo torrido e rinunce silenziose trova finalmente una forma esatta. Il 30 agosto 2026, sulle sponde del lago di Zell am See, quell’insieme di sacrifici si è trasformato in pura storia personale per il triathleta mattinatese Valerio Di Mauro. L’IRONMAN 70.3 austriaco era l’appuntamento cerchiato in rosso sul calendario da un anno intero: la gara regina e l’obiettivo supremo verso cui far confluire ogni singola risorsa fisica e mentale.
Il verdetto del percorso non ha solo ripagato le attese, ma ha consacrato una prestazione di valore assoluto: una prova condotta in modo estremamente solido e competitivo dal primo all’ultimo metro, gestita con lucidità tattica sia nei momenti di massimo sforzo che nei passaggi più tecnici del tracciato.

«Come sempre mi sono allenato per mesi, dall’inverno all’estate, pensando a ogni singolo dettaglio di questa giornata», racconta Valerio Di Mauro. «Quando metti così tanta pressione su un solo obiettivo, la testa gioca un ruolo fondamentale. Sapevo di stare bene, ma nello sport non c’è mai nulla di scontato. Una piccola distrazione, una gestione sbagliata delle energie o un particolare tralasciato possono annullare tutto quello che hai costruito con sacrificio».
La gara: dall’acqua alle vette alpine
Teatro di questo capitolo memorabile è stato uno degli scenari naturalistici più affascinanti e impegnativi del circuito Ironman, capace di mettere a dura prova ma anche di esaltare la tenacia degli atleti.
La gara si è aperta nelle acque limpide e fresche del lago salisburghese, dove i 1.900 metri di nuoto hanno regalato una partenza ad alto ritmo. Successivamente, la frazione ciclistica di 90 km ha visto gli atleti spingere tra i pascoli e i ripidi tornanti alpini, affrontando salite selettive che hanno richiesto una perfetta distribuzione della potenza per non prosciugare le energie. Infine, i 21 km della mezza maratona conclusiva lungo le sponde del lago si sono trasformati in una passerella emozionale, dove la tenuta mentale di Valerio e il calore travolgente del pubblico hanno fatto la differenza fino al traguardo.

Verso il sogno iridato
Il risultato raggiunto, a coronamento di un percorso che dura da anni, rappresenta un traguardo riservato a pochissimi atleti nel panorama internazionale.
«Sentire ancora una volta il mio nome alla cerimonia per l’assegnazione degli slot per il Mondiale è stato una grandissima emozione», conclude Valerio. «Ottenere una doppia qualificazione iridata in due anni consecutivi e su distanze diverse è qualcosa che ancora fatico a credere. È la dimostrazione che quando ci credi davvero, lavori duro e desideri il risultato, le soddisfazioni arrivano».
Il capitolo austriaco va in archivio tra l’euforia e la gratitudine, ma il cammino dell’atleta garganico verso nuove sfide rimane più aperto che mai.