Eroico salvataggio in un’abitazione in fiamme a Manfredonia: tra i premiati il mattinatese Michele Gentile
- 15 Febbraio 2026
Dalla chiamata d’emergenza alla cerimonia di premiazione: una storia di coraggio e senso del dovere
Tra ironia e verità, i bambini protagonisti hanno conquistato il pubblico
Una rappresentazione intensa e partecipata ha saputo lasciare il segno tra gli spettatori: la rappresentazione della commedia “Io speriamo che me la cavo”, scritta da Ciro Villano e portata in scena dalla Compagnia Teatrale L’Airone. Lo spettacolo, liberamente ispirato all’omonimo best seller di Marcello D’Orta, ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, grazie a una narrazione che ha saputo fondere realtà e finzione con autenticità disarmante.
La regia di Matteo Prencipe ha guidato un cast variegato e affiatato, composto da attori esperti e da giovanissimi interpreti che hanno emozionato e divertito con naturalezza. I veri protagonisti della scena sono stati infatti i bambini, capaci di restituire al pubblico uno spaccato di vita vissuta con spontaneità e freschezza, trasformando i temi scolastici in piccoli racconti di esistenza quotidiana.
Ambientata in un paesino del Sud Italia, la trama ha seguito le vicende di un maestro settentrionale che accetta una supplenza annuale ad Arzano, suo paese d’origine. Qui si ritrova a fronteggiare una realtà fatta di povertà, assenze e difficoltà sociali, ma anche di sogni, ironia e un’insospettabile vitalità. Il mondo degli adulti si intreccia con quello dei bambini in un intreccio che, tra camorristi di scena, madri coraggiose, maestri appassionati e situazioni tragicomiche, ha regalato al pubblico momenti di riflessione alternati a risate sincere.
A colpire è stato anche il finale, tanto simbolico quanto poetico: mentre la scena si popola di personaggi oscuri e minacce simboliche, è la bellezza semplice della vita – i giochi dei bambini, i profumi delle strade, la musica che risuona tra i vicoli – a prevalere. Con il sipario che cala, resta il messaggio forte e chiaro che la speranza e l’umanità, quando sono autentiche, sanno resistere anche al contesto più difficile.
Grande merito va riconosciuto al cast: Matteo Guerra ha vestito i panni del maestro con intensità, affiancato da Angela Nobile (Flora), Camilla Manna, Antonio Armiento e tanti altri. Ma è stata soprattutto la giovane squadra di attori – tra cui Mariluce Notarangelo, Annarosa Sementino, Giada Masango, Siria De Vita, Giovanni Ciuffreda, Matteo Piemontese, Giovanni Bisceglia e Giuseppe Notarangelo – a rubare la scena con la loro energia.
Dietro le quinte, l’organizzazione è stata curata in ogni dettaglio: dalle scenografie di Giuseppe Santamaria alle musiche originali dirette dal maestro Guglielmo Tasca, fino a costumi, trucco e luci. Un lavoro corale che ha restituito al pubblico un prodotto teatrale completo e coinvolgente.
Il cast completo
Un ricco cast di attori e giovani promesse darà vita ai personaggi più amati del libro:
Con la partecipazione straordinaria dei giovani attori:
Dietro le quinte
Il successo della commedia ha rilanciato con forza l’importanza del teatro per i più piccoli. Portare i bambini a teatro, come ha sottolineato la compagnia, non è solo un’occasione di svago, ma un atto educativo capace di aprire cuori, occhi e menti. E chissà che tra una battuta e l’altra, qualcuno di loro non abbia già sognato di salire un giorno su quel palco.
L’appuntamento, è proseguito anche nei giorni successivi, con nuove repliche lunedì 26 e mercoledì 28 maggio. Perché, come ha dimostrato “Io speriamo che me la cavo”, a volte il teatro sa raccontare la realtà meglio della realtà stessa.