Legalità e rispetto al centro: a Mattinata una lezione contro bullismo e cyberbullismo

Alla “Domenico Savio” incontro con i Carabinieri per educare gli studenti alla responsabilità e all’uso consapevole della rete

Una lezione contro bullismo e cyberbullismo presso la Scuola Secondaria di Primo Grado "Domenico Savio" di Mattinata (foto: Istituto Comprensivo Savio Mattinata)

Il 27 febbraio 2026 la Scuola Secondaria di Primo Grado “Domenico Savio” di Mattinata ha ospitato un importante incontro formativo dedicato al rispetto delle regole, al bullismo e al cyberbullismo. L’iniziativa, inserita nel percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva, ha coinvolto gli alunni in un momento di confronto e riflessione su tematiche di grande attualità.

Ad aprire l’incontro è stato il Dirigente Scolastico, dottor Calabrese, che ha illustrato le motivazioni alla base dell’iniziativa, sottolineando l’importanza dell’osservanza delle regole e le gravi conseguenze derivanti da comportamenti scorretti. Un richiamo forte alla responsabilità individuale e collettiva, volto a promuovere una cultura del rispetto all’interno e all’esterno dell’ambiente scolastico.

L’attività è stata condotta dal Comandante della Stazione dei Carabinieri di Mattinata, maresciallo Granatiero, affiancato dal vicebrigadiere Sapio. I militari hanno coinvolto attivamente gli studenti, rendendoli protagonisti delle riflessioni e stimolando interventi e domande.

Prima di affrontare nello specifico i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, il Comandante ha ribadito quanto sia fondamentale rispettare le regole, ricordando che la loro violazione comporta sanzioni che, nel caso di minori, possono ricadere anche sulle famiglie.

Attraverso slide esplicative e momenti di dialogo, i Carabinieri hanno definito il bullismo come un comportamento aggressivo e intenzionale, ripetuto nel tempo, in cui uno o più soggetti esercitano potere su una vittima percepita come più debole. Sono state illustrate le diverse forme del fenomeno: diretto (fisico e verbale), indiretto (psicologico) e cyberbullismo. Ampio spazio è stato dedicato ai ruoli coinvolti: il bullo, spesso privo di empatia e alla ricerca di potere e consenso; la vittima, percepita come diversa o fragile; gli spettatori, che possono essere attivi, gregari, difensori oppure passivi. È stato sottolineato che anche chi incoraggia o assiste senza intervenire può rispondere legalmente delle proprie azioni.

Particolare attenzione è stata rivolta ai reati connessi al bullismo: percosse, lesioni, diffamazione, minacce, atti persecutori, violenza sessuale, istigazione al suicidio, diffusione di immagini o video sessualmente espliciti e interferenze illecite nella vita privata. Il maresciallo Granatiero si è soffermato in modo specifico su questi ultimi due aspetti, evidenziandone la gravità: filmare qualcuno a sua insaputa e diffondere il materiale online senza consenso costituisce reato. Inoltre, è stato ribadito come per i minori sia particolarmente rischioso pubblicare immagini personali, che potrebbero essere sottratte e utilizzate per fini illeciti. Da qui il richiamo a un uso responsabile dei cellulari, che a scuola non dovrebbero essere utilizzati.

Una lezione contro bullismo e cyberbullismo presso la Scuola Secondaria di Primo Grado "Domenico Savio" di Mattinata (foto: Istituto Comprensivo Savio Mattinata)
Una lezione contro bullismo e cyberbullismo presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Domenico Savio” di Mattinata (foto: Istituto Comprensivo Savio Mattinata)

È stato spiegato anche che comportamenti apparentemente “goliardici”, come sottrarre il cellulare a un compagno per scherzo, configurano in realtà un reato contro il patrimonio. Per quanto riguarda il cyberbullismo, sono state illustrate le condotte violente che avvengono in rete e la normativa di riferimento, in particolare la legge del 29 marzo 2017, che ha introdotto la procedura dell’ammonimento da parte del Questore per contrastare il fenomeno. Il minore responsabile può essere convocato, insieme a un genitore, e ricevere un formale richiamo, con conseguenti responsabilità anche economiche per la famiglia.

Il Comandante ha inoltre ricordato che una macchia sulla fedina penale può compromettere in futuro l’accesso alle Forze Armate o alle Forze dell’Ordine, rendendo ancora più evidente l’importanza di scelte consapevoli fin dalla giovane età.

Ampio spazio è stato dedicato alle “dieci regole” per difendersi dal bullo: non accettare provocazioni, non isolarsi, evitare lo scontro fisico, confidarsi con adulti o amici, mantenere la calma, preparare risposte adeguate, fare rete con i compagni e denunciare le angherie subite. Proprio l’analisi di queste regole ha stimolato interventi e riflessioni da parte degli studenti.

L’incontro si è concluso con la proiezione di un intenso monologo sul bullismo interpretato dall’attrice Paola Cortellesi, accompagnato dal brano “Guerriero” di Marco Mengoni. Attraverso parole e musica sono stati evocati temi dolorosi come percosse, insulti, isolamento e istigazione al suicidio, con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi e promuovere comportamenti responsabili e un uso consapevole degli strumenti digitali.

Per contrastare efficacemente il fenomeno, gli studenti sono stati invitati a rivolgersi alla referente per il bullismo, professoressa Alemanno, o agli altri docenti, segnalando eventuali episodi di cui siano vittime o testimoni.

A chiudere l’incontro è stato nuovamente il Dirigente Scolastico, che ha richiamato tutti all’osservanza del regolamento d’Istituto. La scuola ha espresso piena soddisfazione per la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, ringraziando i militari per la disponibilità e il costante impegno nella formazione delle nuove generazioni.

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