Santa Maria della Luce, il cardinale De Donatis a Mattinata: «Siate sentinelle affidabili nella notte»

La celebrazione in onore della patrona davanti alla storica chiesa. Nell’omelia l’invito a riscoprire bontà, giustizia e verità e a continuare a camminare con fiducia anche nei momenti più difficili

Alcuni momenti della celebrazione in onore di Santa Maria della Luce, presieduta dal cardinale Angelo De Donatis

La celebrazione di Santa Maria della Luce si è svolta, come da tradizione, nello spazio davanti alla storica chiesa dedicata alla patrona di Mattinata. Di fronte, la piana degli ulivi e il mare si incontravano in un orizzonte bellissimo. È un luogo che appartiene alla memoria della comunità: qui, per generazioni, sono state affidate alla Madonna preoccupazioni e speranze, gioie e dolori.

Il Cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore, ha celebrato la festa con un’omelia capace di parlare a tutti, con parole vicine alla vita quotidiana.

Ha iniziato dal nome della città: «Mattinata». Il giorno che nasce, la luce che arriva dopo la notte. Ha ricordato i primi cristiani che pregavano rivolti a oriente, aspettando Cristo, «il vero sole che sorge dall’alto».

E poi Maria, l’Aurora della redenzione. Maria accoglie la luce e la porta agli altri. «Ne abbiamo bisogno, ne abbiamo tanto bisogno», ha detto il Cardinale.

Da qui è arrivato alle tre parole che hanno segnato la sua riflessione: bontà, giustizia e verità.

Bontà, giustizia e verità
La bontà, prima di tutto. Essere buoni non vuol dire essere deboli. Vuol dire anche imparare a vedere il bene negli altri. Il Cardinale ha invitato a non diventare «specialisti dei difetti degli altri». Una frase che fa pensare, perché spesso siamo molto bravi a vedere ciò che non va e meno capaci di riconoscere ciò che c’è di buono.

La giustizia ci chiede di non dimenticare chi rimane indietro, chi è più fragile, chi ha bisogno di una mano.

E poi la verità. In mezzo a tante notizie, immagini e parole, non è sempre facile capire che cosa sia vero. Per il cristiano, però, la verità non è soltanto un’idea: ha il volto di Cristo.

Sono parole che riportano la fede alla vita di ogni giorno. Non sempre possiamo risolvere il dolore di chi ci sta accanto. Possiamo però esserci, ascoltare, dare una mano, non lasciare sola una persona.

È anche questo che Maria ci insegna. Non porta a se stessa, ma a Cristo. E ci invita a guardare avanti, anche quando la strada non è facile.

Il Cardinale ha affidato alla Madonna le famiglie, gli anziani, i malati, i giovani e i bambini, insieme a tutti coloro che questa sera sono arrivati qui con una preghiera nel cuore.

Alcuni momenti della celebrazione in onore di Santa Maria della Luce, presieduta dal cardinale Angelo De Donatis
Alcuni momenti della celebrazione in onore di Santa Maria della Luce, presieduta dal cardinale Angelo De Donatis

«Sentinelle affidabili nella notte»
Poi ha lasciato un’immagine che resterà: quella delle «sentinelle affidabili nella notte della sua storia». Persone capaci di custodire la fede, di prendersi cura degli altri e di non smettere di sperare.

Forse è proprio questo il senso più bello di questa festa: ritrovarsi insieme, guardare a Maria e continuare il cammino con fiducia.

Come ha scritto il teologo Yves Congar, «chi non sa soffrire, non sa neppure sperare». La speranza, allora, non è aspettare che tutto diventi facile. È continuare a camminare, anche nella notte, sapendo che la luce non è scomparsa.

Michele di Bari
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