Nella cappella rurale dedicata a San Matteo, recentemente ristrutturata, don Giuseppe Bisceglia ha presieduto la celebrazione eucaristica, concelebrata da don Francesco La Torre, parroco abate emerito, davanti a una partecipazione numerosa e intensa.
La Santa Messa, radicata in una tradizione secolare, ha saputo ancora una volta rinsaldare lo spirito di appartenenza che nasce da una fede viva, custodita nel tempo e trasmessa di generazione in generazione.
Attraverso una preziosa e appassionata riflessione, don Giuseppe ha aiutato i presenti a riscoprire il significato di una tradizione che conserva la memoria del passato e continua a parlare al presente.
A rendere ancora più intensa la celebrazione è stato il coro parrocchiale, guidato dal maestro Nino Di Mauro e dall’appassionato Francesco Bisceglia, che ha contribuito a creare un clima di raccoglimento e condivisione.
La figura di San Matteo, il pubblicano capace di compiere una scelta irreversibile, contiene una straordinaria lezione per il nostro tempo. Nelle parole di don Giuseppe, quella scelta è diventata una chiave per leggere la nostra vita: aprire un varco nelle proprie sicurezze, interrompere la comoda abitudine del già conosciuto e trovare il coraggio di guardare avanti.
È forse questo il senso della celebrazione annuale di San Matteo che continua a rinnovarsi per ritrovarsi intorno a una memoria comune.
Viene allora alla mente la celebre frase attribuita a Gustav Mahler:
“ La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco”.
Una metafora efficace per comprendere ciò che accade in questa piccola cappella rurale: custodire un fuoco significa riceverlo da chi ci ha preceduto, proteggerlo e consegnarlo a chi verrà dopo di noi.
È questo fuoco a rendere la Messa di San Matteo un appuntamento atteso, anno dopo anno, anche per riscoprire nella fede il senso profondo delle proprie radici.
Così, una tradizione secolare onora San Matteo per ricordarci che nessuna comunità può guardare avanti se non sa custodire con gratitudine ciò che ha ricevuto.
A suggellare la giornata, anche a coronamento della festa patronale di Santa Maria della Luce, il comitato festa, per il tramite del giovane pirotecnico Lamberto, ha voluto offrire alla comunità un significativo spettacolo, affidando alla luce e ai colori dei fuochi l’ultimo momento della giornata.