Da Mattinata alle Maison della moda: ecco il talento di Giovanni di Mauro
- 16 Aprile 2026
Premiato non solo per l'estetica ma anche per l'approccio sostenibile
Molto amato dalle comunità di Mattinata e dalla frazione di “Macchia”, esempio di dedizione e impegno sociale
Tra le famiglie “Prencipe” di Monte Sant’Angelo e Mattinata non pochi scelsero il sacerdozio. A Mattinata dopo Don Salvatore Prencipe (1901-1974), Arciprete per anni della nostra Chiesa “Santa Maria della Luce”, scelse il sacerdozio anche Don Peppino Prencipe fu Michele, per anni parroco canonico della Chiesa “Santa Maria della Libera” nella frazione “Macchia” del Comune di Monte Sant’Angelo.
Vivendo a Mattinata Don Peppino raggiungeva la frazione “Macchia Libera”, prima in vespa, con una delle prime 600-Fiat negli anni ’50, appena finiti gli studi per diventare sacerdote.
Negli anni del Secondo Dopoguerra, fine anni ’40 inizio ’50, si è verificato un certo boom delle nascite a Mattinata e allora si cresceva prima di tutto con il latte materno, poi con un po’ di pane fatto in casa; la strada era l’unico luogo per giocare, con tutti i pericoli, soprattutto per la scarsa igiene, facile quindi rimanere infettati da gravi malattie: tifo, poliomielite, ecc.
L’asilo presso le Suore, poi le Scuole Elementari, ma soprattutto finalmente l’Autonomia Comunale il 1955 con una maggiore attenzione all’igiene pubblica della nostra borgata, molti ragazzi di Mattinata poterono crescere immuni da gravi malattie per carenza di igiene pubblica. In questo senso molto si deve al Primo Sindaco eletto a Mattinata: il Geom. Peppino Scirpoli.
Quando ero ragazzo, a parte il momento della confessione, raro in verità, incontrando qualche volta Don Salvatore per strada ero quasi timoroso di salutarlo e proprio per la sua veneranda età, sapendo anche della sua grande cultura. Don Salvatore era solito portare con se qualche libro e il giornale “l’Avvenire”, sembrava sempre come assorto nei suoi pensieri. Anche dopo anni la sua sapienza, non solo religiosa, ma anche politica e storica, incuteva un certo timore reverenziale.
Tutto diverso l’incontro e il rapporto di noi giovani con Don Peppino, giovane sacerdote suo nipote. Don Peppino sembrava uno di noi ragazzi, incontrandolo per caso quasi ti chiedeva di giocare con noi ragazzi. Sua caratteristica era la passione per la TV, ma sopratutto per i proiettori cinematografici, naturalmente i suoi filmini preferiti riguardavano la vita dei santi, ma spesso anche i cartoni animati. Le sue proiezioni coinvolgevano anche i ragazzi più distratti e quelli molto appassionati di pallone e il gioco del calcio.
In certe occasioni Don Peppino per noi giovinetti di Azione Cattolica, e non solo, preparava una tavolata di panini imbottiti di mortadella, per alcuni allora ancora sconosciuta. Altra leccornia erano erano le gallette con la marmellata, le scatole che Don Peppino regalava all’A.C. duravano pochissimo!
Era piacevole fare, soprattutto a sera, una passeggiata con Don Peppino: prima di tutto ti chiedeva dello studio, lui che era l’insegnante di Religione, e non erano prediche le sue lezioni ma approfondimenti di particolari aspetti del Cristianesimo: la carità e ogni aiuto possibile socialmente e fisicamente verso i sofferenti di specifiche malattie.
Come il grande santo del Gargano, Padre Pio da Pietralcina, anche Don Peppino Prencipe pensava a una casa di riposo per i vecchi sacerdoti che, non sposati, potevano rimanere soli e senza assistenza familiare!