Peperato: curiosità, storia e ricetta del tipico dolce garganico
Si consuma principalmente sulle tavole pugliesi a Carnevale e Natale
Il peperato (pupréte) letteralmente significa abbastanza pepato e secondo la leggenda è di origine albanese e risale ai tempi degli esuli albanesi del Gargano nella seconda metà del 1400. Si consuma principalmente sulle tavole pugliesi a Carnevale e Natale. In passato i contadini tenevano i peperati in un fazzoletto e lo mangiavano sia nel giorno di fidanzamento sia in quello del matrimonio.
Dolce rustico, a forma di tarallo, tipico della campagna foggiana. Oggi viene preparato in alcune località del Gargano come Monte Sant’Angelo, Mattinata, Sannicandro Garganico ed altri paesi.
La sua preparazione viene fatta con farina di grano duro, lievito, uova, miele di fichi (vincotto ottenuto dai fichi), zucchero, olio d’oliva, buccia d’arancia, garofano, cannella ed abbondante pepe.
Ingredienti (possono variare a seconda della località)
- 1 kg di farina 00 setacciata.
- 200–250 g di lievito madre rinfrescato (attivo).
-
300 g di zucchero.
- 100 ml di olio extravergine d’oliva.
- 2 uova medie.
- 200 ml di vino bianco secco.
- 200 ml di vin cotto (oppure 150–180 g di miele, se si sostituisce il vin cotto).
- Buccia grattugiata e succo filtrato di 1 arancia.
- 1 cucchiaio e mezzo di spezie tritate (cannella, chiodi di garofano, pepe nero).
- 1 pizzico di sale.
- Latte tiepido q.b. (solo se necessario).
Preparazione
In un pentolino fate sobbollire il vino bianco con 150 g di zucchero e la buccia d’arancia per circa 4–5 minuti, quindi spegnete e lasciate intiepidire completamente.
In una ciotola sbattete le uova con i restanti 150 g di zucchero e un pizzico di sale, unite l’olio extravergine d’oliva e il succo filtrato dell’arancia, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.
Sulla spianatoia setacciate la farina e mescolatela con le spezie tritate. Formate una fontana al centro e disponetevi il lievito madre, precedentemente ammorbidito con pochissimo latte tiepido se necessario. Aggiungete il composto di uova, il vino aromatizzato ormai tiepido e il vin cotto (oppure il miele).
Impastate energicamente per almeno 15 minuti, fino ad ottenere un impasto morbido ma consistente, elastico e solo leggermente appiccicoso. Se necessario aggiungete pochissimo latte tiepido. Formate una palla, incidetela a croce e lasciatela lievitare coperta in un luogo tiepido per 4–6 ore, o comunque fino al raddoppio del volume.
Riprendete l’impasto, lavoratelo brevemente e formate un cordone lungo circa 55–60 cm e spesso 4 cm. Chiudetelo a ciambella e praticate delle leggere strozzature ogni 3–4 cm; incidete poi in diagonale senza tagliare completamente. Lasciate lievitare nuovamente per 2–3 ore.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 170°C per 30–35 minuti, finché i poperati saranno ben dorati e asciutti all’interno. Lasciateli raffreddare completamente prima di servirli.