Parco Nazionale del Gargano, convocata la comunità per la designazione dei 4 sindaci in seno al consiglio direttivo scaduto da ormai tre anni

Merla: “stiamo accelerando come da direttive del ministero”

La sede dell’ente Parco a Monte Sant’Angelo(Fg) e il sindaco di San Marco in Lamis (Fg) Michele Merla

“Stiamo accelerando per dotarci del nuovo consiglio direttivo entro la fine dell’anno. Lunedì prossimo ci riuniamo come comunità proprio per questo. Stiamo andando incontro alle direttive del Ministero. L’Ente Parco a breve avrà tutti i suoi organi previsti dal decreto istitutivo”. Parole e musica di Michele Merla, il sindaco piddino di San Marco in Lamis, al suo secondo mandato, tra i più presenti sul fronte “ente Parco”.

“Qualcosa si muove” dalle parti di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo, sede dell’ente che gestisce l’area protetta.

O meglio dalle parti della comunità del Parco che raggruppa 18 Comuni (a maggioranza PD), più ente Regione ed ente Provincia. La novità è che l’organismo – che non si riunisce da tempo- tornerà a farlo il giorno 06 novembre 2023 alle ore 15,30. Il presidente dell’assemblea Rocco di Brina ha convocato la seduta presso la sede dell’ente per licenziare i tre accapi all’ordine del giorno: spicca – per importanza- appunto quello riguardante la designazione dei rappresentanti dell’organismo, un atto propedeutico al varo del neo consiglio direttivo scaduto da più di tre anni. Gli altri due riguardano “il parere della Comunità del Parco alla variazione al Bilancio di esercizio 2023” e “varie ed eventuali”.

Sul fronte “organi previsti dal decreto istitutivo” la situazione in cui oggi versa l’ente Parco è la seguente 1) da un triennio manca il consiglio direttivo e di conseguenza la giunta esecutiva (facoltativa), la quale è nominata dal consiglio direttivo ed è composta da tre membri: il presidente dell’ente Parco (che la presiede), il vice presidente dell’ente Parco (che ne fa parte di diritto) ed un membro eletto dal consiglio direttivo scelto tra i consiglieri in carica. Delibera in merito a tutte le questioni generali, si esprime sui bilanci, sui piani e sul regolamento. Dal lontano 6 giugno 2020 il docente universitario foggiano Pasquale Pazienza (in carica come presidente dal 7 agosto 2019) è, suo malgrado, un “uomo solo al comando”, affiancato da Vincenzo Totaro, il dipendente che dal 10 settembre (su mandato del presidente) svolge il ruolo di direttore facente funzioni, in seguito al licenziamento della direttrice foggiana Maria Villani – tra le parti (va ricordato) è in atto un contenzioso sfociato in aula di tribunale per un presunto peculato – spedita a casa (era alla sua prima esperienza) il 6 settembre 2020 ad appena tre mesi dall’insediamento del 1 giugno. 2) Da quasi un anno la comunità di sindaci non si riunisce: tutte deserte le ultime tre convocazioni. Addirittura la data dell’ultima seduta operativa -dove si è deliberato- risale al lontano 3 novembre 2022, vedi delibera n. 5. 3) Dal 22 gennaio 2021 l’Oiv (organismo indipendente di valutazione della performance) è scaduto e si è in attesa di una nuova nomina. Pochi giorni fa si sono concluse le relative procedure, ma materialmente il contratto ancora non è stato firmato.

Alla luce di questo quadro si può ben comprendere il perché sia vitale per l’ente stesso la necessità di ripristinare al più presto gli organismi direttivi, compreso il direttore effettivo. A tal proposito va ricordato che tranne la breve parentesi di tre mesi targata Villani – 1giugno/6 settembre 2020- è dal lontano settembre 2015 che si va avanti con i “facente funzioni”.

Sintetizzando: al momento in via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo sono “in piedi” solo le figure del presidente (dal 2019 e prossimo alla scadenza quinquennale del 2024), del direttore ff (dal 2010) e del collegio dei revisori dei conti (dal 2021), oltre ovviamente a quella della comunità del Parco.

Urge pertanto accelerare per colmare le caselle vuote. Con la convocazione di lunedì 6 novembre – che può essere considerata alla stregua di un sasso lanciato nello stagno, di una boccata d’aria fresca, di un viatico per l’auspicato e invocato ritorno alla normalità amministrativa perduta – è scattato il classico conto alla rovescia. In primis per il nuovo consiglio direttivo. Tra novembre e dicembre saranno evasi i due passaggi previsti dall’iter: il primo lunedì con la designazione dei 4 sindaci da parte della Comunità del Parco; ed il secondo nelle settimane immediatamente successive (è questo l’auspicio) con la nomina dei restanti 4 rappresentanti, vale a dire uno su designazione delle associazioni ambientaliste, uno su designazione del Ministero dell’Ambiente, uno su designazione del Ministero per le Politiche Agricole e uno su designazione dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Par di intuire che si punta a fare presto. E forse stavolta ci siamo. Perché a differenza degli ultimi tempi quando era il Ministero a ritardare le nomine, stavolta curiosamente è Roma a sollecitare la Comunità. Si sono invertite le parti. Chiamali se vuoi “paradossi della burocrazia”.

A distanza di tre anni si è finalmente in dirittura d’arrivo per la nascita del nuovo consiglio direttivo che andrà ad affiancare e supportare l’azione del presidente nella impegnativa gestione di uno dei Parchi – qual è quello del Gargano – tra i più antropizzati d’Europa (200mila abitanti dislocati su quasi 120mila ettari di area protetta).

Francesco Trotta
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