Tra gli interventi più significativi pronunciati durante i funerali di Peppino di Capri, celebrati il 12 luglio, c’è stato quello del prefetto di Napoli, Michele di Bari, originario di Mattinata.
Nel suo saluto istituzionale, il prefetto ha rivolto innanzitutto un pensiero alla famiglia dell’artista, ricordandolo come un “figlio prediletto” della comunità caprese, capace di raccontare la propria terra attraverso la musica e di entrare nel cuore di persone di ogni parte del mondo.
Di Bari ha sottolineato come Peppino di Capri non debba essere ricordato soltanto per ciò che ha rappresentato nel passato, ma soprattutto per l’eredità che lascia alle future generazioni. Un patrimonio fatto di arte, identità, appartenenza e bellezza, che la comunità è chiamata a custodire.
Nel suo intervento ha richiamato anche alcune celebri riflessioni di Cicerone, Marco Aurelio e Gustav Mahler, ricordando che «la vita dei morti si regge sulla memoria dei vivi» e citando la celebre frase del compositore: «La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri». Un concetto che richiama l’importanza di mantenere vivo il passato nei suoi valori e nel suo significato, anziché limitarsi a una venerazione puramente formale.
Secondo il prefetto, Peppino di Capri è riuscito a trasformare la musica in un linguaggio universale e la memoria in speranza, creando legami tra le persone e lasciando un segno destinato a durare nel tempo.
Un intervento intenso e ricco di significato che ha accompagnato l’ultimo saluto all’artista, accolto con partecipazione dai presenti e che conferma il profondo valore umano e istituzionale della cerimonia.
Di seguito il video (da Contrastotv) integrale dell’intervento del prefetto Michele di Bari durante i funerali di Peppino di Capri.