Ave, mater verae lucis! Alla scoperta dell’icona della Madonna della Luce: puntualizzazioni, spunti e riflessioni a cura dello storico dell’arte Gianpasquale Greco

Il professor Greco ha indicato le possibili ipotesi sull’origine del dipinto, la sua funzione e i motivi per cui questo sarebbe giunto a Mattinata

Lo scorso sabato 9 settembre alle ore 20 si è tenuta, sul sagrato della parrocchia di Santa Maria della Luce a Mattinata, una lezione dello storico dell’arte Gianpasquale Greco sull’immagine della Madonna della Luce di Mattinata. Il dipinto, fulcro della vita religiosa e storico-artistica mattinatese, non ha mai ricevuto alcuna indagine storico artistica ed è totalmente sprovvisto di contributi scientifici, a dispetto di una tradizione orale e divulgativa tanto forte da rendere il dipinto famosissimo, anche dopo il furto di oltre trent’anni fa, su cui le indagini non hanno mai portato ad un ritrovamento. L’opera è stata dunque inserita nel tardo Rinascimento meridionale, nell’ambito del Manierismo.

Il professor Greco, dopo aver illustrato i motivi della datazione ed aver fatto chiarezza sulle supposizioni occasionalmente avanzate finora, ha indicato le possibili ipotesi sull’origine del dipinto, la sua funzione e i motivi per cui questo sarebbe giunto a Mattinata. Ha infine provato a indicare una scia di pittori napoletani, pugliesi e fiamminghi che hanno quasi sicuramente incrociato il Maestro (ancora anonimo, al momento) che ha realizzato il dipinto della Madonna della Luce. L’incontro, organizzato nell’ambito dei tradizionali festeggiamenti settembrini della Patrona, è terminato con il saluto e le riflessioni del sindaco di mattinata Michele Bisceglia.

L’interesse dello storico napoletano Gianpasquale Greco per il territorio garganico nasce con lo studio dell’Immacolata Concezione, dipinto monumentale e totalmente sconosciuto, nella chiesa di S. Francesco a Manfredonia, che lo studioso ha pubblicato per la prima volta sulla rivista scientifica “Studi Medievali e Moderni” dell’Università G. D’Annunzio, ascrivendola al pittore secentesco Andrea Vaccaro.

L’autore
Gianpasquale Greco è nato a Napoli nel 1987. Dottore di ricerca all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e professore di Storia dell’Arte negli Istituti superiori, ha pubblicato diversi contributi scientifici sul Barocco, in Italia e all’estero. Ha pubblicato anche saggi di italianistica e di critica letteraria. Critico d’arte, ha curato diversi cataloghi monografici o per mostre. Giornalista presso “l’Espresso napoletano”, ha pubblicato per Rogiosi Editore “Tales from New York. Lettere di un artista napoletano, 1909-1910” (2016); “Notizie del bello dell’antico e del curioso della città di Napoli. Edizione critica della ristampa del 1792, con le aggiunte del 1724 e del 1758-59” (2018); “Castelli di Partenope. Giganti di sale e tufo tra storia, arte e paesaggio” (2020);

“Diamante De Palma, la strega cieca della Pignasecca. Un processo nella Napoli del Seicento (2022)”.
Per Rogiosi editore ha curato anche la collana editoriale “Il merito di Napoli”.
Ha prodotto video e pocast di divulgazione culturale.
Contatti: https://gianpasqualegreco3.webnode.page

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