Lettera aperta del consigliere comunale Giuseppe Aulisa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota stampa

E’ di questi giorni un manifesto firmato dalla sezione cittadina del Popolo delle Libertà. Registro con favore l’apprezzamento che il locale Circolo riserva nel predetto comunicato alle mie parole. Un comunicato di cui condivido l’appello ad una maggiore moderazione nel formulare accuse prive di fondamento probatorio, in ispecie quando attengono all’ambito fiscale, e ad evitare di trasformare l’androne della casa comunale in un’area mercatale. Niente affatto l’allusione maliziosa alla redazione di Mattinata.it sulla cui onestà intellettuale e terzietà lo scrivente non ha dubbio alcuno.

Sono stato fino all’ultimo combattuto se richiedere o meno la pubblicazione del presente comunicato, non nutrendo alcun interesse acché le mie parole vengano percepite come una sterile ed infruttuosa forma di protagonismo. L’unica forma di protagonismo che voglio inseguire è quella che consegue al rispetto ed alla considerazione della gente.

Tuttavia sento pressante l’esigenza di chiarire la mia posizione e sgomberare il campo da equivoci e strumentalizzazioni. Intendo cioè impedire che chi vede spettri ovunque, finanche nella propria ombra,  sia messo nelle condizioni di agitare inutili tesi complottistiche, destituite di ogni fondamento, per travisare colposamente il senso delle mie proposte e volgere nuovamente l’attenzione pubblica sul dito anziché sulla luna. A costoro voglio precisare che il sottoscritto, per il grado di serietà che il proprio ruolo istituzionale richiede e per dovere di correttezza nei confronti dei cittadini, è abituato a mettere da parte le sue vere o presunte acredini personali allorquando si cimenta con la gestione del paese.

Nella mia lettera datata 16/04/2013 ho provato a combinare proposte tecniche e principi generali. Con riferimento alle prime sono disposto a confrontarmi ed eventualmente a ricredermi ove, numeri e dati alla mano, mi venisse dimostrato che i miei intendimenti vanno in direzione contraria al perseguimento dei parametri di efficienza ed economicità cui un Ente Pubblico, tanto più il nostro che versa in una situazione di “commissariamento”, deve tendere.

Rispetto ai secondi, il richiamo alle capacità, alle competenze, all’applicazione di una cultura manageriale nella gestione degli aspetti amministrativi, alla valorizzazione delle professionalità e delle organizzazioni presenti sul territorio, all’adozione di un’ottica di condivisione delle scelte, mi pare che non si presti a deroghe né ammetta dimostrazioni di sorta, ma possa tranquillamente essere accettato al pari degli assiomi nelle scienze matematiche.

Registro con rammarico il silenzio che ha fatto seguito alle mie parole, un silenzio a cui voglio in buona fede attribuire la configurazione amministrativa del silenzio – assenso e non, mi auguro, quella di un ulteriore arroccamento su posizioni centralistiche.

A margine del mio chiarimento vorrei citare una favola di Esopo, con l’auspicio, rivolto a me stesso, che la mia posizione sia sempre più prossima al sole che al vento.

Un giorno il vento e il sole cominciarono a litigare. Il vento sosteneva di essere il più forte e a sua volta il sole diceva di essere la forza più grande della terra.Alla fine decisero di fare una prova.

Videro un viandante che stava camminando lungo un sentiero e decisero che il più forte di loro sarebbe stato colui che sarebbe riuscito a togliergli i vestiti.

Il vento, così, si mise all’opera: cominciò a soffiare, e soffiare, ma il risultato fu che il viandante si avvolgeva sempre più nel mantello. Il vento allora soffiò con più forza, e l’uomo chinando la testa si avvolse un sciarpa intorno al collo.

Fu quindi la volta del sole, che cacciando via le nubi, cominciò a splendere tiepidamente.  L’uomo che era arrivato nelle prossimità di un ponte, cominciò pian piano a togliersi il mantello. Il sole molto soddisfatto intensificò il calore dei suoi raggi, fino a farli diventare incandescenti. L’uomo rosso per il gran caldo, guardò le acque del fiume e senza esitare si tuffò.

Il sole alto nel cielo rideva e rideva!
Il vento deluso e vinto si nascose in un luogo lontano.

  • Consigliere comunale Giuseppe Aulisa
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