Il Consiglio comunale si pronuncia sugli equilibri finanziari e sui debiti fuori bilancio

Botta e risposta sull’Ufficio Tecnico tra Maggioranza e PD

Consiglio comunale sulla verifica degli equilibri di bilancio e sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Una buona parte della riunione è stata però occupata dall’interpellanza del capogruppo PD Francesco Prencipe. “Corre voce – aveva scritto – che la Giunta stia per adottare una delibera diretta ad aumentare l’organico dell’Ufficio tecnico comunale, trasferendo il dirigente del settore urbanistica e lavori pubblici per assegnare quell’incarico ad due professionisti esterni”. E aveva chiesto le “ragioni di un atto che comporterebbe gravosi costi aggiuntivi a carico della collettività mattinatese”, quando, secondo Prencipe, ìneanche si conoscono eventuali ragioni di censura sollevate sull’operato del dirigente”.

La risposta del sindaco Angelo Iannotta è partita proprio dalle parole usate da Prencipe nella parte finale della sua interpellanza: “Al momento – ha evidenziato il sindaco – la richiesta di chiarimento non si fonda su elementi oggettivi”. Ha aggiunto che l’Amministrazione “intende procedere alla razionalizzazione della struttura organizzativa comunale per elevare i coefficienti di produttività, di efficienza e di efficacia”, anche alla luce dei diversi cambiamenti di questi anni nella macchina comunale, come le esternalizzazioni di alcuni servizi ed il pensionamento di più di un impiegato. “Tutto ciò – ha concluso Iannotta – sempre nella doverosa attenzione ai costi”. Dopo la replica dell’interpellante, che si è dichiarato insoddisfatto, si è passati a dare “atto che risultano rispettati gli equilibri di bilancio” e si è riconosciuta la “legittimità degli accertati debiti fuori bilancio”. In proposito voto contrario è stato espresso da Mariella Piemontese, consigliere PD, e voto di astensione è stato dato dai tre consiglieri dello Sdi. Essi, per bocca di Michelantonio La Torre, hanno sottolineato che si tratta di “pagamenti da fare” auspicando per il futuro “un piano gestionale che eviti per quanto possibile di fare spese senza preventivi impegni”.

I debiti riconosciuti, per circa 180.000 euro, si riferiscono sia a forniture di diversi beni e servizi sia a spese legali e la più vecchia risale addirittura ad incarichi dati ad avvocati nel lontano 1982. Tra le somme da pagare anche quella che Iannotta ha sostenuto per difendersi in un giudizio penale a suo carico e che è si è concluso con l’assoluzione piena. Era accusato di reati ambientali legati alla carica di primo cittadino. Le accuse sono tutte cadute, come si legge nella sentenza del Tribunale, “per la prova della loro radicale infondatezza” e “per l’evidenza della prova dell’innocenza” del sindaco.

  • Francesco Bisceglia
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