“Il colore dell’incanto”: Caramagno in mostra a Foggia

Personale dell’artista che ha lasciato tracce indelebili anche a Mattinata

Sabato 10 giugno Palazzo Dogana ha aperto le porte a Il colore dell’incanto, la mostra personale dell’artista siciliano Salvo Caramagno che è stata inaugurata presso la Galleria provinciale d’arte contemporanea. All’evento erano presenti il presidente della provincia di Foggia, Carmine Stallone e il delegato alla Cultura di Palazzo Dogana, Giovanni Albanese.

Caramagno, nato a Catania nel 1953, è stato presentato dal critico d’arte Gaetano Cristino. Nelle sue opere i temi più rappresentati sono legati alla vita campestre emarinara della sua terra d’origine. A partire dal 1980 ha abbinato la pittura di cavalletto all’attività di muralista, realizzando oltre 150 murali in tutta la penisola.

Anche a Mattinata l’artista ha lasciato il segno del suo estroso passaggio, nel luglio del 1998, con un opera muraria ancor’oggi visibile a tutti. Ha reso un lugubre scorcio di corso Matino, altrimenti destinato al lento e progressivo degrado, in un festante poster della popolanità e della semplicità proletaria. Indelebile il segno del suo pennello, che neppure il tempo sembra scalfire e voler raschiare.
Peccato per quei bidoni dell’immondizia posizionati proprio nella parte bassa della struttura…

Così veniva amorevolmente descritto l’amico Salvo, qualche hanno fa, dall’avvocato sipontino Vincenzo D’Onofrio, oggi Console provinciale del Touring Club: ´Salvo Caramagno è la Sicilia, nell’espressione del viso, nello sguardo, nel modo di porgere, di sorridere… spontaneo, sincero, immediato come le sue imperiose pennellate. Le sue opere, per me amante della buona musica, appaiono tutte dotate di una eccezionale colonna sonora. Tanti hanno detto e scritto di Caramagno, uomo e artista. Riportare il pensiero di tutti (critici, giornalisti) sarebbe operazione improba ed interminabile. Così come ricordare trent’anni di mostre (personali e collettive) ed elencare le oltre cento opere murali. Carretti, animali, agrumeti, paesini, strade, vicoli, campagne, ma soprattutto uomini, donne, bambini, figure floride, tondeggianti, generose, prorompenti, alterate nei volumi ma tenere ad un tempo; drammatiche, ma dolci; burbesche a volte, ma profondamente umane“.

La mostra resterà aperta fino al 23 giugno e potrà essere ammirata tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20.

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