Nella suggestiva cornice del piccolo Teatro di Mattinata si è svolta un’interessante giornata dedicata alla memoria di Enrico Mattei, straordinario manager pubblico, protagonista della Resistenza e parlamentare della Democrazia Cristiana.
Ad aprire i lavori è stata l’articolata introduzione del direttore dell’Università Unitre di Mattinata, Dino Del Vecchio, che ha evidenziato il ruolo decisivo nella crescita industriale italiana e nella valorizzazione del Mezzogiorno in una prospettiva ancora oggi di intensa attualità.
Incaricato inizialmente di liquidare l’Agip, Mattei seppe invece trasformarla, dando vita nel 1953 all’Eni, divenuto nel tempo uno dei principali simboli dell’industria pubblica italiana nel mondo.
Durante l’incontro è stata ricordata anche la particolare sensibilità di Mattei verso la valorizzazione della bellezza e del territorio, tanto che, alla fine degli anni Cinquanta, rimasto affascinato dal Gargano, intuì la possibilità di trasformare quella bellezza in economia e l’economia in dignità del lavoro.
Sebbene non vide realizzato il suo progetto, ancora oggi il Centro Turistico Alberghiero di Pugnochiuso e l’Istituto Alberghiero in Vieste, intitolato proprio a Enrico Mattei, rappresentano la testimonianza concreta di quella visione che contribuì allo sviluppo turistico del territorio.
Nel corso dell’iniziativa, significative testimonianze sono state offerte dall’ingegnere Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Trasformation di ENI, e dall’ingegnere Angelo Fanelli, già direttore generale della Divisione Refining & Marketing di Eni, che hanno ricordato l’attualità del pensiero e dell’opera di Mattei nel rapporto tra impresa, territorio e sviluppo sociale.
In particolare, l’ing. Ricci ha definito Mattei un autentico “capitano coraggioso”, ma soprattutto un imprenditore illuminato, capace di coniugare la solidità dell’impresa con una forte vocazione sociale.
Da queste radici culturali e spirituali nasceva la capacità di Mattei di leggere lo sviluppo industriale non solo come crescita economica, ma come occasione di promozione umana e sociale.
È emerso infine che quella visione era maturata anche grazie alla sua formazione cattolica e alla profonda adesione alla dottrina sociale della Chiesa, a partire dalla Rerum Novarum di Papa Leone XIII, passando per la Quadragesimo Anno di Papa Pio XI, fino alla Mater et Magistra di Papa Giovanni XXIII.
La giornata è stata un tributo e un riconoscimento a Enrico Mattei per la sua straordinaria opera e per l’influenza che ebbe il suo pensiero nello sviluppo del Gargano. Un’eredità ideale e culturale che continua a lasciare tracce nella memoria collettiva del territorio garganico.