Don Salvatore Prencipe, il parroco che segnò la storia di Mattinata
Dal 1931 al 1974 guidò la comunità tra fede, impegno sociale e valorizzazione della storia locale
Don Salvatore Prencipe con una scolaresca in via Amicarelli, Mattinata
E’ nato l’8 gennaio 1902, da Domenico e Ciuffreda Laurantonia; ordinato sacerdote il 25 luglio 1926, è nominato parroco della Parrocchia di Mattinata il 1931, dopo la morte dello zio D. Michele Prencipe. Anche Don Salvatore continuerà la tradizione dei nostri parroci: ferventi nella fede e nelle opere, così come nello studio della storia e cultura locali.
Il 1932 D. Salvatore fonda l’Apostolato della Preghiera e l’anno seguente, in piena epoca fascista, l’Azione Cattolica, non sempre ben vista dal fascismo!
Il 1939, poi, inizia la pubblicazione del Bollettino Parrocchiale La Voce del Pastore, un mensile che puntualmente darà alle stampe, fino a pochi mesi prima della morte.
Ancora a D. Prencipe il 1943 si deve la creazione di un Asilo infantile e un Laboratorio femminile (per cucito e ricami), gestiti dalle Suore Discepole di Gesù Eucaristico. E senz’altro anche per suo impulso nell’immediato dopoguerra sorgono a Mattinata le A.C.L.I, con il Segretariato del Popolo, per l’assistenza ai lavoratori: tutte istituzioni queste che svolgono ancora insostituibili servizi sociali a Mattinata.
E’ stato poi merito di D.Salvatore l’aver rivendicato alla Parrocchia, oltre al titolo originale, anche le dignità che furono proprie dell’Abbazia Benedettina di Monte Sacro. Il 4 novembre 1948, infatti, con una petizione all’Arcivescovo Mons. Andrea Cesarano chiese il ripristino dell’antico titolo della Parrocchia: da Santa Maria del Popolo (dal Pio Stabilimento che, come già detto, dal 1842 ne curava i beni) in Santa Maria della Luce, e così il 15 settembre 1950, con Bolla dell’Arcivescovo Cesarano, il nostro Arciprete D. Salvatore è immesso nel possesso dell’Abbazia Mitrata della Chiesa Santa Maria della Luce, e il 1955 è nominato Canonico onorario del Capitolo Sipontino. (Di seguito si mportano i relativi documenti).
Intanto Don Prencipe non rimane estraneo e insensibile alla speranza di progresso economico, civile e sociale dei Mattinatesi, speranza che solo l’Autonomia amministrativa della borgata può concretizzare: e infatti del movimento pro-autonomia sarà l’entusiasta guida ideale. Non a caso lui ispirerà il bozzetto del nostro Gonfalone municipale all’Ingegnere Lilli. Poi, con il Bollettino Parrocchiale citato seguirà con entusiasmo i primi passi del neo Comune di Mattinata.
Anche il suo impegno di pubblicista in realtà era teso non solo a far conoscere la storia di Mattinata e delle sue varie contrade, Monte Sacro soprattutto, ma a includere la borgata negli itinerari turistici. “Mattinata, la nuova Matinum”, Gargano” costituiscono dei contributi unici per la conoscenza della storia e , e soprattutto “L’Abbazia Benedettina di Monte Sacro nel del folclore di intere generazioni di Mattinatesi.
Dopo la sua morte, il 1974, tante le commemorazioni: dei Lions, delle A.C.L.I, ecc. e avergli dedicate le Scuole Elementari e il viale della Chiesa (che per la verità sarebbe stato più giusto intitolarlo al 1° parroco D. Gennaro Roberti che lo aveva realizzato, come abbiamo visto) è stato un chiaro riconoscimento al catechista e al maestro di intere generazioni.
Indimenticabili, infine, le prediche di D. Salvatore, affabili e dotte, ma anche severe all’occorrenza, soprattutto in difesa della pubblica moralità. E non dobbiamo dimenticare il monito di D. Salvatore ai Mattinatesi: comportarsi sempre quali “figli della Luce”.
Fonte: Da "La Chiesa Abbaziale Santa Maria della Luce in Mattinata" di Luigi Gatta