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- 16 Maggio 2026
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Oltre 260 donazioni, una vita di impegno civile e affetto familiare. La storia di un uomo che ha fatto della solidarietà una pratica quotidiana e un’eredità viva
Nel mito greco, il sangue ha molti significati. È vita, legame, memoria. Ma quello che meglio si adatta alla storia di Antonio Fischetti è il sangue come voce, capace ancora oggi di farsi ascoltare, anche in tempi aridi, e di diventare strumento concreto di solidarietà.
Dal 1979, Antonio ha compiuto 262 donazioni di sangue. Un numero che non rappresenta solo un traguardo, ma una scelta costante, una pratica coerente. Il riconoscimento che oggi riceve, anche in ambito nazionale, è motivo di orgoglio per gli amici che ne hanno seguito da vicino il cammino.
Chi lo conosceva da giovane con i capelli a caschetto, la passione per la musica e la vita di gruppo ha visto in lui una trasformazione fedele a sé stessa. È stato batterista, arbitro FIGC, allenatore di pallavolo femminile, poi educatore accanto ai diversamente abili. Esperienze diverse che compongono un profilo segnato da apertura e attenzione.
Questa testimonianza ha preso forma anche nella sua famiglia. Con la moglie Angela ha costruito una vita fondata su equilibrio e affetto. I figli Biagio e Luigi con le rispettive donne accanto Lucia e Alessandra , insieme ai nipoti Antonio, Mariangela e Mattia, ne sono parte attiva e presenza costante.
Il gesto della donazione, compiuto con discrezione e regolarità, riflette un principio etico: fare il bene, “bonum faciendum”, come ricorda la tradizione tomista. Non si tratta solo di numeri, ma di un atteggiamento che nasce da convinzioni profonde e si alimenta nella memoria familiare. Il padre Biagio, tecnico capo del faro, era noto per il suo sorriso e gentilezza. Il suocero Luigi Ciliberti, cantore popolare, ha portato con sé l’esperienza dell’emigrazione e una visione concreta della vita.

Una frase del mondo greco antico sintetizza bene questo percorso: “La stirpe nobile non si estingue mai”.
Ed è proprio questo il suo orizzonte: spingersi oltre, con sagacia, caparbietà e convinzione, per dare ascolto e risposta alle tante domande di aiuto. Per questo, i Presidenti dell’AVIS Nazionale, Regionale e Provinciale, insieme ad altre autorità istituzionali, riconosceranno in Antonio Fischetti, socio donatore e Cavaliere della Repubblica, un testimone esemplare di impegno civico e altruismo, oltre che riferimento per l’AVIS di Mattinata e motivo di orgoglio per l’intera comunità.
Il riconoscimento di oggi non è solo la celebrazione di un numero, ma un modo di essere. Il sangue, come nei miti, continua a dire qualcosa anche quando tutto sembra muto. Antonio ha scelto di farlo con gesti concreti e senza rumore.