Una storia di scienza, fede e amore materno è stata protagonista al 36° Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, svoltosi a San Giovanni Rotondo.
Sul palco, durante una tavola rotonda condotta dalla giornalista Lucia Ascione, tre donne hanno commosso il pubblico con una testimonianza che unisce la medicina alla solidarietà: la dottoressa Pasqua Quitadamo, medico neonatologo in Casa Sollievo della Sofferenza e responsabile della Banca del Latte Umano Donato, insieme a Tania Di Cataldo e Marilù Di Mauro, due mamme che hanno vissuto in prima persona l’esperienza del dono e della gratitudine.
Le radici di una missione
Pasqua Quitadamo, originaria di Mattinata, ha raccontato con passione quella che per lei non è solo una professione, ma una vera e propria missione: promuovere la donazione del latte materno come gesto di amore e di salvezza per i neonati prematuri.
Accanto a lei, un’altra voce mattinatese, Marilù Di Mauro, mamma di Giovanni e Giulia, due gemellini nati prematuri, che hanno potuto crescere grazie anche al latte donato da altre mamme.
«Il latte materno è un farmaco salvavita – ha spiegato la dottoressa Quitadamo – capace di azzerare alcune gravi complicanze dei neonati prematuri. È un sistema biologico complesso, non solo un alimento. Ogni goccia di latte è vita che genera vita».
Donare per salvare
A portare la prospettiva della donatrice, invece, è stata Tania Di Cataldo, mamma di tre bambini, che ha scelto di offrire parte del proprio latte alla Banca del Latte Umano Donato di Casa Sollievo.
«Non è una fatica – ha raccontato – anzi, sapere di poter aiutare altri bambini è una gioia. Ho iniziato a donare grazie a un suggerimento di mio padre, e oggi so che quel latte ha nutrito quasi venti neonati prematuri».
Un sistema unico in Italia, quello della Banca del Latte di San Giovanni Rotondo, che organizza la raccolta porta a porta, permettendo alle mamme donatrici di contribuire con semplicità e sicurezza. La navetta dell’ospedale fornisce i contenitori, ritira il latte e garantisce la tracciabilità del processo, unendo tecnologia e umanità.
Il dono che unisce le mamme
Con voce emozionata, Marilù Di Mauro, anche lei di Mattinata, ha raccontato la propria esperienza di madre riconoscente: «I miei gemellini sono nati a 28 settimane. Per pochi giorni ho potuto dar loro il mio latte, poi non è bastato. Sapere che altre mamme hanno donato per loro è stato come ricevere un abbraccio invisibile. La gratitudine che provo non si può spiegare con le parole».
Una rete che cresce
La Banca del Latte Umano Donato di Casa Sollievo si chiama “Allattiamo la Vita”. Un nome scelto – spiega la dottoressa Quitadamo – «perché racchiude il senso più profondo del nostro lavoro: sostenere la vita, sempre. L’allattamento è il gesto più equo e sostenibile che esista, capace di unire mamme e bambini di ogni parte del mondo».
In Italia esistono oggi 44 banche del latte, ma la copertura del fabbisogno nazionale è ancora solo del 29%. «Serve una rete più ampia – conclude Quitadamo – e serve soprattutto parlarne, perché ogni mamma che dona fa la differenza».
Nel video di seguito, la testimonianza integrale dell’incontro, tra scienza, fede e commozione, con la partecipazione di Pasqua Quitadamo, Tania Di Cataldo e Marilù Di Mauro.