Eroico salvataggio in un’abitazione in fiamme a Manfredonia: tra i premiati il mattinatese Michele Gentile
- 15 Febbraio 2026
Dalla chiamata d’emergenza alla cerimonia di premiazione: una storia di coraggio e senso del dovere
Chi lo ha conosciuto lo ricorda con affetto: sempre pronto a una risata, a una storia curiosa e sicuramente a molto più di una sola parola
È venuto a mancare Dino Brillo, figura simbolica e memoria visiva di un’intera comunità.
Origini montanare, Manfredoniano autentico, fu a Mattinata che decise di costruire la propria vita e la propria carriera, diventando molto più che un fotografo: un narratore per immagini, un volto familiare, un tassello fondamentale della storia del paese.
Conosciuto per la sua vitalità e per il carisma con cui intratteneva amici e clienti, Dino aveva saputo intrecciare la passione per la fotografia con quella per il racconto. Spesso, infatti, accompagnava le sue fotografie con aneddoti di gioventù e storie di viaggio, maturate durante il suo tempo nella Marina, quando il mare lo portava in luoghi lontani e suggestivi.
A Mattinata fu il primo a impugnare la macchina fotografica in modo professionale, aprendo la strada a una nuova visione del mestiere. Il suo studio era molto più di un luogo di lavoro: era un punto di riferimento, un archivio di emozioni, un laboratorio di memoria condivisa.
Scelse consapevolmente di radicarsi a Mattinata, paese che lo accolse come uno dei suoi, e dove lui volle far crescere la sua famiglia. In ogni matrimonio, ogni comunione, ogni ritratto scattato in bianco e nero o a colori, c’è un frammento della sua sensibilità e del suo sguardo attento.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda con affetto: sempre pronto a una risata, a una storia curiosa e sicuramente a molto più di una sola parola.
Dino Brillo non era soltanto un professionista, ma un uomo capace di trasformare i rapporti umani in legami autentici.
Si definiva “un manfredoniano” e Mattinata lo ha adottato; un’identità autentica, costruita su relazioni autentiche e senso di appartenenza a comunità plurime che egli stesso ha sintetizzato in un’unica persona, la sua.
Oggi resta il vuoto della sua scomparsa, ma anche l’eredità preziosa delle sue fotografie e dei ricordi che ha saputo fissare nel cuore di tanti. Un archivio di emozioni che continuerà a raccontare storie, come faceva lui: con l’occhio curioso, il sorriso sulle labbra e il cuore sempre aperto.