L’abate di Monte Sacro e l’opera “Cur Deus Homo” conquistano la Germania

Si tratta di una delle opere di Gregorio, contenuta in due manoscritti della Biblioteca apostolica Vaticana

L'Abbazia di Monte Sacro

Monte Sacro, la sua medievale abazia benedettina ed il suo più importante abate, Gregorio, continuano a suscitare interesse negli studiosi. E’ stata pubblicata in Germania presso l’editore “wbg Academic” di Darmstadt dal filologo Udo Kindermann l’opera di Gregorio, finora inedita, “Cur Deus Homo”. Si tratta di una delle opere di Gregorio, contenuta in due manoscritti della Biblioteca apostolica Vaticana: il Vaticano Latino 5977 e il Barberino Latino 2089.

“Cur Deus homo”. Perché Dio prima ha abbandonato l’uomo e poi si è riconciliato con lui? Nella sua opera Cur Deus homo, l’abate Gregorio di Montesacro esplora questa questione in 862 versi latini in modo artisticamente sofisticato, che Kindermann traduce per la prima volta in lingua tedesca e accompagna con introduzioni e note esplicative. Si tratta quindi di un’opera linguistica del XIII secolo che affronta una questione non risolta dalla teologia. L’abate benedettino Gregorio di Montesacro esplora la questione soteriologica con fantasia, riverenza e in modo artisticamente sofisticato. Kindermann nel 1990 aveva già pubblicato, sempre per il pubblico di lingua tedesca, altre opere minori di Gregorio nel volume “Der Dichter vom Heiligen Berge”. Si trattava dei flores psalmorum, una raccolta di 150 quartine di ottonari rimati, in ognuna delle quali è ripreso il tema di uno dei Salmi e di versi dedicati ai santi venerati nell’abazia garganica. Quest’ultimo volume a breve vedrà l’edizione italiana, grazie all’interesse della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia.
E si spera che in futuro venga edita in Italia anche l’opera letteraria più importante dell’abate Gregorio. 20 anni fa Bernhard Pabst, docente universitario di filologia a Colonia, pubblicava l’edizione completa dell’opera principale, De hominum deificatione, con il titolo “Gregor von Montesacro und die geistige Kultur Süditaliens unter Friedrich II. Mit text- und quellenkritischer”. Quest’ultima opera è in sette libri, e comprende circa 13.000 esametri, corredati da un ricchissimo commento di annotazioni e glosse. Come spiega Paolo Chiesa, nel Dizionario biografico degli italiani (Treccani), Gregorio ebbe una solida formazione culturale e viaggiò sino in Inghilterra e a Parigi. Al ritorno in Italia gli fu attribuito l’abbaziato del monastero della Trinità del monte Sacro, che era direttamente soggetto a Roma. Egli contribuì al miglioramento architettonico dell’edificio, come è attestato da un’epigrafe del 1225. Durante il suo governo l’abbazia, che controllava una trentina di chiese e sei priorati in undici diocesi, sembra aver vissuto un momento di prosperità e splendore.

Le attuali rovine dell’abazia, come ha sottolineato l’archeologo Tobias Springer, che diresse negli anni ‘90 la missione archeologica tedesca portando alla luce, insieme all’università di Bari, tanti aspetti fino ad allora non conosciuti, richiedono al più presto – per conservare muri e ambienti abaziali – una approfondita verifica dei danni che la folta vegetazione sta arrecando e quindi la necessità di procedere ai tagli necessari, con il contenimento delle fabbriche mediante riempimento di terreno.

L’opera di Gregorio “Cur Deus Homo”
L’opera di Gregorio “Cur Deus Homo”
Francesco Bisceglia
La Gazzetta del Mezzogiorno
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