FèXtra 2026, dal 9 al 18 ottobre torna a Mattinata la Festa dell’Extravergine d’Oliva
- 3 Ottobre 2026
Dieci giorni tra frantoi, uliveti, degustazioni, escursioni, musica e incontri per celebrare l’olio extravergine e la comunità del territorio
Il 10 e 11 settembre, in piazza Aldo Moro, presso La Vineria, De Gustibus e Decanter, due serate tra musica, gastronomia e convivialità per ricordare l’allevatore, cuoco, musicista e cantore della tradizione popolare
I Greci chiamavano la memoria mnḗmē e i Latini memoria, per denotare che non si tratta di un archivio, ma di una presenza che continua a vivere dentro di noi.
È con questa consapevolezza che Mattinata si accinge a ricordare Pietro de Vita, allevatore, cuoco, musicista, cantore e, soprattutto, uomo profondamente radicato nella propria terra.
Le serate del 10 e dell’11 settembre saranno nel segno della musica, della gastronomia e della convivialità, per rivivere quel mondo umano e culturale del quale Pietro è stato interprete e custode.
Nella stessa persona si concentravano la categoria e la dimensione dell’allevatore, del cuoco, del musicista e del cantore: un uomo che della terra conosceva gli aspetti più reconditi e che sapeva restituirli come racconto attraverso la musica e il canto.
Terra, pane e canto: parole antiche che la Bibbia conosce bene; una grammatica essenziale nella quale il pane è condivisione e il canto è voce della memoria.
Nel Salmo si legge: “Cantate al Signore un canto nuovo”
perché la memoria, quando si fa canto, torna a essere vita e presenza.
È ciò che accadrà nelle due serate dedicate a Pietro.
Due serate di musica e convivialità
L’iniziativa, promossa da La Vineria, De Gustibus e Decanter, per la determinazione rispettivamente di Luigi, Giuseppe e Domenico, è l’incontro di persone che si ritrovano, ascoltano, mangiano e raccontano: gesti che ricostruiscono il filo invisibile di una storia che ha attraversato la comunità.
Il 10 settembre saranno protagonisti Wild Sound Acoustic Live, con Luigia Ilenia Ciociola alla voce e Giuseppe Sepalone alla chitarra, e Ritmo Loco, con Michele Parisi alla voce e chitarra, Nunzio Ferro alla chitarra gipsy e Raffaele Clemente al cajon.
L’11 settembre saliranno invece sul palco Folkambuli, con Lorenzo Vaira alla voce e chitarra, Bernardo Bisceglia al mandolino e Raffaele Clemente al cajon; Figli di Puglia, con Bernardo Bisceglia alla voce e mandolino, Lorenzo Vaira alla voce e chitarra e Rosario Nido alla voce e tammorre; e Mediola’s Band, con Rocco Vescia alla voce e chitarra, Bernardo Bisceglia alla voce e mandolino e Raffaele Clemente alla voce e cajon.

La musica come memoria
Musica popolare, antropologia sonora e geografia dell’anima, che perpetua la gioia di un popolo che, attraverso una chitarra, un mandolino, una tammorra, riesce a illuminare i percorsi di un’umanità, spesso silente e nascosta, che riemerge per la caparbietà di ragazzi e uomini come Pietro, che forse istintivamente avevano compreso la ricchezza della storia di questa terra.
La sua musica affondava nelle radici della tradizione popolare, ma sapeva proiettarsi nella contemporaneità, attraverso arrangiamenti e sensibilità capaci di renderla nuovamente viva e attuale.
Dunque, nulla di nostalgico, piuttosto uno sguardo avanti, per custodire ciò che ci è stato consegnato.
In questo senso Pietro, autentico interprete della musica folk, era un mediatore tra generazioni.
E i numerosi stand gastronomici, allestiti nelle due serate, si legheranno alla musica di Pietro, interpretata dai suoi amici, per assumere il sapore e il profumo di un contesto familiare che è sapienza antica, nella quale l’uomo dialoga con la natura.
Allora questi due giorni dedicati a lui sono il simbolo della memoria individuale che, quando è vissuta, diventa memoria collettiva.
Un antico detto, in modo arguto, affermava: ars longa, vita brevis: l’arte permane oltre la brevità dell’esistenza.
Quando il 10 e l’11 settembre la musica tornerà a riempire piazza Aldo Moro, si riaprirà un dialogo in cui davvero il confine tra passato e presente diventerà sottile.