La compagnia teatrale Ethnica in scena con “Il Patto”, trasposizione sul palcoscenico di un film di Paolo Genovese

Una storia che viaggia sul filo dell’anima in cui un uomo misterioso, seduto appunto nello stesso posto, diventa il destinatario di tante storie

  • Teatro Scuole Elementari
  • 27 aprile e 2 maggio 2023
  • Porta 20:30 - Sipario: 21:00
  • Per prenotazioni: 331.7069810 o presso Farmacia Sansone

La compagnia teatrale Ethnica con l’ultima piece teatrale “Il Patto“ sta delineando un impegno che provoca dibattito, scuote le coscienze, interroga l’uomo di ogni tempo sul suo destino.

In particolare, in questi giorni sta rappresentando la trasposizione sul palcoscenico del film “The Place“.

Si tratta di una storia che viaggia sul filo dell’anima in cui un uomo misterioso, seduto appunto nello stesso posto, diventa il destinatario di tante storie, per la precisione nove, di uomini e donne che cercano la scorciatoia per la soluzione delle problematiche più controverse.

Si affidano al mistero imperturbabile di questo uomo che dà sicurezza e certezza sulla soluzione delle loro richieste, spesso impossibili nel positivo esito finale, purché eseguano atti violenti, mostruosi e moralmente riprovevoli.

Una rappresentazione dunque che diventa interiormente chiassosa perché l’andirivieni di questi disperati dell’umanità, affaticati da sofferenze e disequilibri familiari, resta il punto di caduta, da cui pian piano però inizia la risalita verso la lucidità per coniugare coscienza e ragione, libertà ed etica.

Tutto appare disperante e privo di ogni logica, fintanto che ognuno alle mostruosità richieste non oppone la forza della coscienza che si fa strada dentro il labirinto di una scelta che recupera l’umanità del bene.

Ecco che allora i compiti assegnati, in spregio a tutti i principi etici e morali, a ETTORE, Matteo Sansone, a GIGI, Carlo Sansone, a MARCELLO, Michele Trotta, a ODOACRE, Pio Di Bari, a MARTINA, Liberapia Armillotta, a ALEX, Matteo Falcone, a SUOR CHIARA, Rosa Latino, a FULVIO, Luigi Bisceglia, e ad AZZURRA, Jessica Zaffarano, sono ormai nel mare aperto dove ognuno riesce ad aggrapparsi alla propria segnaletica che indica, in maniera netta, la differenza tra il bene ed il male.

È la vittoria del libero arbitrio; il distintivo che rende l’uomo unico nell’universo.

Cosicché, le singole storie che apparivano, isolate e distanti tra loro, d’un tratto si intrecciano e le parti si invertono: l’Uomo che Giuseppe Sacco ha reso credibile ed autorevole, il dispensatore delle più bieche cattiverie, si converte perché Angela, Tea Ciuffreda, diventa la sua coscienza ed il suo faro.

Una rappresentazione “Il Patto“ che lascia tracce perché, ad iniziare dalla intelligente regia di Carlo Sansone alle luci di Chiara Armiento ed al video ed alla elaborazione grafica di Matteo Antonio Armiento, scava nell’anima per suscitare il “clamor cogitationis“ , il grido del pensiero.

Sant’Agostino diceva “Dio fornisce il vento ma l’uomo deve alzare le vele”.

Una rappresentazione nel segno della buona cultura e di una sfida vinta.

Il Patto

Michele di Bari
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