Mattinata

Un fiore fragrante, una conchiglia gemmata nascosta, una farfalla posata sul Gargano...
Chiesa
Ai piedi delle vette, dove all'Arcangelo Michele piacque eleggere la sua magione, tra la punta del Gargano e il golfo di Manfredonia (che di qua si inarca, si spande e grandeggia con tutte le sue marine d'ambo le riviere) sorge Mattinata: un fiore fragrante, una conchiglia gemmata nascosta, una farfalla posata sul Gargano.

(Tratto da "Mattinata, La Nuova Matinum" di Don Salvatore Prencipe, 1968)


Mattinata è una meravigliosa fetta di Gargano caratterizzata da una magica sequenza di effetti scenografici, suggestivi grazie alla molteplicità di colori, forme, profumi.

Dal mare, spingendosi verso l'entroterra, è possibile leggere quei segni di una realtà aperta verso la necessità di valorizzare i propri beni ambientali, conservando le tracce di una civiltà antica che ha disegnato e colorato questa terra.

Il colore dei mandorli sulla terra arida, il bianco disegno dei muretti a secco a segnare limiti di proprietà o di pascolo, le tracce dei tratturi, la regolarità dei terrazzamenti, sono gli elementi che uniscono la bellezza dei verdi boschi alla frastagliata linea di confine della bianca roccia sull'azzurro mare, attraverso monti, distese e valloni che nascondono in sè preziose stazioni di Campula garganica.

Il centro urbano è caratterizzato da una zona esposta a sud-est chiamata Junno, primo nucleo di aggregazione di piccole case in pietra che ha conservato quasi intatte le caratteristiche strutture, dagli archivolti delle porte ai comignoli: unici per fattura e disegno nella loro bellezza funzionale.

Il paese è caratterizzato da stradine che si districano tra piccoli palazzetti, dove passeggiando si scorgono colorate viste ed angoli di vita quotidiana.