Così rinasce l'arte del vetro

Nuovi programmi dopo il successo del primo corso
25 Gennaio 2005
Senza didascalia
Per l'arte in vetro dunque si annunciano tempi rosei, a dar retta alle promesse degli amministratori. Perchè, va detto come premessa, senza i fondi pubblici, ogni genere di simile attività, rischia solamente l'oblio. Il successo della prima edizione che ha chiuso di recente i battenti (il corso di cui si sta parlando è quello dell'Arte del dietro-vetro nella tradizione artistica del Gargano, che il Comune di Mattinata ha organizzato tra ottobre e dicembre scorsi con i fondi di tre mila euro della Comunità Montana del Gargano) potrebbe dare la stura per l'ideazione della seconda. E a cui in effetti si starebbe già pensando. E si fa bene, perchè, non va dimenticato, che tali iniziative, un loro affezionato ´pubblico" che affolla le mostre, ce l'hanno. Come, del resto, dimostra la chiassosa cerimonia della premiazione presso i locali del Museo civico cittadino di via Manzoni lo scorso 4 dicembre, quando i lavori eseguiti dai ragazzi sono stati esposti al pubblico. E la buona affluenza di visitatori registrata nei giorni successivi. Ragion per cui oggi si impone, sempre più, ´l'obbligo", per gli enti pubblici, di continuare su questa strada. A chi ha avuto modo di osservare i dipinti, non sarà sfuggito, per esempio, l'ottima fattura dei lavori svolti dai ragazzi (circa una ventina i corsisti) sotto la direzione delle due insegnanti-artiste Pasquina Basso e Dina Lorito. Il corso, va ricordato, era teso a valorizzare una delle più sofisticate tradizioni artistiche della Montagna del Sole. E farebbero ottima cosa, dopo il successo odierno, enti come la Comunità Montana o il Parco Nazionale del Gargano, a darsi da fare per ideare una scuola di arte-vetro in ogni Comune, tipo una sorta di scuola itinerante sul Promontorio. Va inoltre rammendato che l'arte del dietro-vetro ha già calcato, da queste parti, palcoscenici di rango come la Fiera d'Ottobre Dauna. L'idea di realizzare un corso di pittura dietro-vetro nasce dalla volontà di creare occasioni d'incontro tra i residenti ed i turisti nel territorio del Parco del Gargano. La finalità di tale promozione non è solo la trasmissione del sapere culturale da una generazione all'altra, ma anche l'ideazione ed il rilancio di attività economiche sostenibili all'interno dello stesso territorio. Essa si è sviluppata nel secolo scorso soprattutto nella Puglia settentrionale ed in particolare nel Gargano anche se, da un'analisi oggettiva, risultato che mai ha però superato certi ambiti. Perciò, in fin dei conti mantenere in vita questa semplice e pur raffinata espressione d'arte, nata spontaneamente intorno ai santuari e ai luoghi di pellegrinaggio, tra le rocce del Gargano e le vallate circostanti, negli stessi luoghi in cui Dauni, Greci, Romani, celebravano i loro riti, è il modo migliore, per il garganico, di tornare a riappropriarsi della radici culturali della propria terra.
Francesco Trotta