Il miracolo di Mattinata

La baia e i terreni salvati dall'infuriare dei marosi
15 Luglio 2004
Senza didascalia
La baia, dopo la cura del geologo Vincenzo Cotecchia, ha riconquistato l'affascinanate profilo di mezzaluna. Le acque sono state riportate a debita distanza dai terreni, fino a qualche tempo fa erosi dai furiosi marosi invernali ed oggi, una spessa barriera di pietrame, è comparsa fra Caratino e la Rotonda, a dare una parvenza di spiaggia. Già, parvenza, perchè il tratto in effetti, sebbene sia stato suturato, non può considerarsi però balneabile. Ci vorrà francamente, ancora del tempo. Troppo grossi i pietroni perchè ci si possa piantare con tranquillità un lettino ed un ombrellone. E così anche per la edizione 2004 della stagione estiva, sarà ancora una volta la restante parte del litorale, quello che va dalla Rotonda a Monte Saraceno, ad accogliere il numeroso popolo vacanziero, che per fare il bagno sceglie da sempre il mare spumoso della Farfalla Bianca. Che, in verità, ha altro da offrire. Non i soliti pezzi forti di stampo balneare e costiero, che hanno incantato generazioni di turisti. No, a Mattinata, per chi ama e ricerca le novità, gustose, c'è, e si può trovare, dell'altro. Come una varietà di panorami mozzafiato, una peculiarità altrove inimmaginabile. Basta solo scovare i cosiddetti balconi naturali. Ce ne sono a iosa. Per esempio da quello di Sellino Cavola, tra l'altro il più gettonato, è ancora possibile ammirare la stupenda e tradizionale sagoma della Farfalla Bianca... che si posa fra una giogaia di monti a ridosso di una lunga distesa di verde che arresta la sua corsa dinanzi ad uno specchio d'acqua blu cobalto. Ma la scoperta,curiosa, è spostarsi sulle alture di fronte, direzione Monte Sacro, cambiando quindi completamente visuale. Ci si accorge, con immenso stupore, che l'agglomerato urbano, assume un'altra forma, completamente diversa. Quale? dello stivale italico, e pure con tanto di sperone. Misteri della natura e forse dell'espansione urbanistica, che ha votato il paese, ad un fregolismo d'abito, senza eguali su per la Montagna del Sole: ti metti di qua ed è una farfalla, ti metti di là ed è uno stivale. E' una delle tante piccole curiosità che regala questa località, mai stanca di sciorinare piccoli scrigni naturali ad alto potenziale paesaggistico. E che alimentano un fascino sempre irresistibile su chi si trova a visitarla. Le orme dei dinosauri, i resti della villa romana dell'Agnuli, la necropoli di Monte Saraceno (la visita guidata in programma il 14 agosto), i resti dell'Abbazia benedettina dell'XI secolo di Monte Sacro: è il quadrilatero di un itinerario suggestivo, le medaglie esposte sul petto con orgoglio da un paese ancora alla ricerca del giusto e definitivo salto di qualità sul versante turistico. Aggiungeteci l'umanissima stanza delle meraviglie, la Farmacia Sansone, dove è racchiusa una parte della prestigiosa collezione archeologica ed etnografica dello Speziale, meta e crocevia da sempre di una pletora di insigni studiosi. Ma non solo: botanica ad alto livello con le 80 diverse specie di orchidee che fanno del territorio un vero giardino di meraviglie all'aperto. Ma ancora: dirupi, vallate, pareti ripide e scoscese, macchia mediterranea, paesaggi mai eguali, completano un'offerta che ben configura il paradiso, il piccolo scrigno contenente mille piccoli tesori. Da poco meta ambita anche di arditi escursionisti. La cornice da cartolina che inquadra un paesaggio da favola resiste tuttavia al faticoso trascorrere degli anni. Mattinata, adusa e vogliosa di piacere sempre più, vagamente sonnolenta, assisa su due collinette, sta pagando oggi, un solo, ma pesante,, prezzo agli effetti della secolarizzazione: la scomparsa di un migliaio di metri di spiaggia ad opera della furia del mare. Si è corso ai ripari. Oggi lo sfregio può dirsi suturato. Ma il lifting ha bisogno di altri ritocchi. Nonostante abbia una baia convalescente, Mattinata si appresta, come ogni anno, a vivere la sua personale metamorfosi: agricola d'inverno, balneare d'estate. La farfalla bianca si è pure scoperta mondana, con lo sfavillante galà dei Faraglioni-Premio Ambiente. E i due monoliti che troneggiano nella baia dei Mergoli dopo la speciale investitura di Lucio Dalla (Quasi quasi, li preferisco a quelli di Capri, ha detto) sono lì, pronti ad essere la cartina di tornasole del posto per accreditarlo, col Gargano, nel circuito vacanziero che conta. Una scommessa da vincere. Forte anche del conclemato amore del maestro, pronto, ma solo per un attimo, a tradire le sue amate Tremiti perchè qui vengono ad ascoltare il buio.
Francesco Trotta
(da La Gazzetta del Mezzogiorno)