I ''Colori tropicali'' di Nabi Niasse e Assane Mar ovvero ''Alle radici delle avanguardie artistiche del '900''

L'hotel ristorante ''La Rotonda'', continua i suoi appuntamenti con le arti visive con gli eventi di ''ARTEMARE Aperitivo in Mostra''
29 Giugno 2019

La Rotonda - Ristorante a Mattinata in Contrada Funni, continua i suoi appuntamenti con le arti visive con gli eventi di “ARTEMARE Aperitivo in Mostra”. Dopo le mostre personali del pittore Giuseppe Santamaria e dello scultore Pasquale Pepe, il 30 giugno 2019 sarà la volta di due artisti senegalesi Nabi Niasse e Assane Mar, che hanno esposto le loro opere con la mostra dal titolo “Colori tropicali”. In questa occasione il prof. Gianfranco Piemontese storico e critico d’arte, parlerà dei loro lavori. 

Dalle ore 19:30; info e prenotazioni: 328 1582346 

La programmazione di ARTEMARE prevede come prossimi appuntamenti le mostre dei seguenti artisti: dal 2/7 al 14/7 Hermann e i suoi amici con “L’arte dei metalli e i colori”, dal 16/7 al 28/7 Fidelia Clemente con “Bazar 19”,  dal 30/7 al 4/8 Michele De Filippo con ”Il Gargano nei suoi colori”,  dal 6/8 al 11/8 Claudia Bisceglia con “Colori di donna”, dal 13/8 al 18/8 Laura Guarneri con “l’Aura”, dal 19/8 al 25/8 Michele Prencipe con “Il legno che parla”, dal 27/8 al 8/9 Michela Cassa con “Non … scordare” ed infine dal 10/9 al 22/9 una collettiva di artisti su “Immagini e luoghi sacri del Gargano”.

 

I “Colori tropicali” di Nabi Niasse e Assane Mar
ovvero
Alle radici delle avanguardie artistiche del ‘900

Parlare di radici della Avanguardie artistiche del ‘900 in occasione di questa mostra non ci deve stupire più di tanto. La pittura di Nabi e di Assane, senegalesi di nascita ma cittadini di Foggia da molti anni, ci conferma quella ricerca di nuove forme, segni e colori che a partire da Van Gogh, Gauguin, Cezanne, Matisse, Modigliani e Picasso, hanno visto l’arte africana conquistare la Parigi del ‘900. Ho citato qui solo alcuni dei protagonisti dell’arte che dal XIX al XX secolo hanno cercato nel mondo africano e/o esotico, quelle ragioni di liberazione dalle forme indotte e consolidate rivenienti da secoli di passato classico e dalle influenze religiose che imperavano in Europa, ovvero in quello che allora era il vecchio continente.  

Liberarsi dagli stereotipi trovando ispirazione nella produzione artistica di quel grande e antico continente che è l’Africa è stato il leit motiv dei protagonisti della avanguardie artistiche. Il mito del buon primitivo o l’idea dell’eden in terra uniti alle forme della scultura e della pittura che trovavano spazi di fruizione nelle esposizioni internazionali di Londra, Parigi, Burxelles sono state le basi di partenza per avvicinare il mondo europeo alle culture altre, naturalmente questo concetto lo facevano proprio gli artisti e non i benpensanti o peggio le società di sfruttamento coloniale operanti allora, come oggi nel continente nero.

Oggi abbiamo davanti i dipinti di  due giovani pittori che si sono approcciati in diverse forme alla pittura. Ho voluto iniziare parlando e citando alcuni dei grandi protagonisti dell’arte moderna che sono debitori al continente nero, all’Africa la terra da cui vengono Nabi e Assane. 

Nabi ha avuto una sua formazione scolastica a Dakar, la capitale del Senegal. Nella capitale è poi entrato in contatto con un organismo francese per il commercio equo e solidale, collaborando nelle produzione di oggetti artigianali africani e altri prodotti artistici. Si è dedicato anche alla realizzazione di grandi pannelli pubblicitari.

Assane Mar ha una formazione di autodidatta, ma recentemente ha iniziato a seguire corsi come auditore presso l’Accademia di Belle Arti.

Si tratta di lavori in cui i due artisti fanno vivere all’osservatore le sensazioni di spazi infiniti dove la natura e gli uomini vivevano ed in parte ancora oggi vivono nella Libertà dell’Ordine naturale delle cose. E se ci soffermiamo un attimo, comprenderemo perché gli artisti europei fossero così affascinati da questi luoghi e dalle pitture e sculture che da quei luoghi provenivano. Nabi Niasse con i suoi alberi che acquistano sembianze umane, un po’ come i tronchi dei nostri ulivi quasi millenari. Il confronto con i nostri alberi non è azzardato, perché se pensiamo anche al nostro paesaggio naturale ed antropico fino agli anni ’50 del XX secolo, era una sorta di Eden per quanti provenivano dal Nord Europa e/o dallo stesso Nord Italia. Campagne, colline, terrazzamenti, boschi, coste e paludi unite ai centri urbani ancora privi degli scempi urbanistici che a partire dagli anni ’60 avrebbero parzialmente rotto quell’atavico equilibrio fra l’uomo e il territorio dove loro erano insediati da millenni. Ma anche le scene di vita quotidiana dal villaggio alle donne che si recano alla fonte, sono tratteggiate con colori e segni personalissimi.

Ci sono opere, come quelle di Assane Mar, dove i contesti africani sono letti ed interpretati nelle forme di un surrealismo che rimanda ai dipinti di Hieronuimus Bosch e alle reinterpretazioni che poi ha fatto Salvador Dalì, con la differenza sostanziale che Assane Mar ha dipinto con i colori dell’Africa e con lo spirito di un africano senegalese in Capitanata, dove il sole ed il clima spesso sono anch’essi africani.

Opere da leggere come si leggono i disegni e/o i dipinti dei bambini. Quelli realizzati prima che entrino in contato con la scuola, e quindi inizino a perdere quella libertà che la fantasia non ancora irreggimentata dai canoni scolastici, gli permette di fare. Dipinti che a ragione Picasso prendeva a modelli. Una mostra da visitare ed anche da gustare, grazie allo staff di un ristorante che vuole coniugare un felice rapporto tra l’Arte della cucina e quella del colore.

Assane Mar, "Pranzo neoplastico"
Assane Mar, "Surrealismo africano"
Assane Mar, "Surrealismo africano"
Nabi Niasse, "Alla fonte"
Nabi Niasse, "Donna che suona"
Nabi Niasse, "Ritratto di donna"
Nabi Niasse, "Ulivi garganici"
Nabi Niasse, "Villaggio senegalese"
Gianfranco Piemontese