''Agnuli'' sempre piu' dimenticato

Impossibile giocare sul terreno gibboso: il vecchio stadio di Mattinata necessita di un restyling
19 Febbraio 2017
Il campo ''Agnuli'' di Mattinata

Il vecchio (avrà quasi mezzo secolo di vita) campo sportivo Agnuli –teatro di tante battaglie calcistiche e scenario delle gesta di svariate generazioni di talentuosi calciatori locali- necessita di un restyling: alle soglie del terzo millennio si ritrova ancora con il vecchio manto di terra battuta. Intollerabile. All’epoca della diffusione dei manti erbosi (da queste parti abbondano quelli artificiali, visto il clima) riscontrabili un po’ dappertutto, un campo di terra battuta è al giorno d’oggi, come dire, giurassico, preistorico.
Va da sé ogni domenica le ginocchia sbucciate, la parte esterna delle cosce regolarmente spellata – specialmente i difensori adusi al tackle scivolato, un vero azzardo su una superficie così urticante –  ma quello che rende ancor più inaccettabile di questi tempi il campo in terra battuta è il fatto che puntualmente in caso di pioggia si allaga, con la deprecabile conseguenza di imporre lo stop della eventuale gara in corso –sospensione del match- oppure addirittura il mancato inizio per impraticabilità.
All’Usd Matinum il problema non si è posto, ma imposto. Da aggiungere che quel campo in terra battuta costituisce un vero e proprio freno alle attività calcistiche, in particolar modo per una società- come appunto quella rossonera – che vanta un fiorente vivaio calcistico (circa 200 bambini che frequentano con regolarità la scuola calcio però presso la struttura indoor del Palazzetto). Quella struttura preistorica rende di fatto impossibile dare uno sbocco adeguato ai ragazzi al termine del percorso calcistico formativo rappresentato dalla scuola calcio. Il presidente del team rossonero infatti non ce la fa più: “E’ impensabile andare avanti così. La questione delle strutture mancanti rischia di uccidere lo sport a Mattinata” afferma Michele Gentile.
La questione quindi si impone. Per risolverla bisognerebbe far ricorso ai cosiddetti fondi privati oppure a quelli appositi – come il credito sportivo- previsti per la realizzazione di campi da calcio. A Mattinata se si dovesse optare per uno nuovo, potrebbe sorgere nello spiazzo esistente della 167, quello vicino il Palazzetto. Nel caso invece si optasse per il riammodernamento dell’esistente, va subito chiarito che non può prescindere dal manto erboso (artificiale).
La questione è molto sentita. Ed ha fatto capolino di recente -ad ottobre scorso- a Bari durante la 33esima assemblea ANCI, associazione nazionale Comuni italiani, cui hanno partecipato il presidente del Coni Giovanni Malagò, il commissario straordinario dell’Istituto per il Credito Sportivo Paolo D’Alessio e il presidente della FIGC Carlo Tavecchio. Proprio il numero 1 del calcio italiano nel suo intervento ha acceso i riflettori sulla situazione disastrosa che vive lo sport sul territorio, soffermandosi soprattutto sulla situazione dei campi sportivi e la necessità di incentivare gli investimenti privati per la manutenzione e l’ammodernamento e l’importanza che lo sport deve avere con le giovani generazioni: “I Comuni rappresentano” ha detto Tavecchio “il nostro punto di riferimento sul territorio, sono i nostri interlocutori diretti per quanto riguarda l’impiantistica e l’attività giovanile. Perché lo sport, il calcio in particolare con oltre un milione di tesserati, contribuisce a qualificare il tempo libero degli italiani e a crescere nuovi cittadini. Ci sono 17mila campi sportivi in Italia, il 95% di proprietà comunale. Per la manutenzione di questi impianti, che sono in degrado, a intervenire sono le società calcistiche. Abbiamo leggi che ci mettono dei vincoli, bisogna intervenire con i finanziamenti, il credito sportivo è una opportunità, ma bisogna dare al privato la possibilità di costruire qualcosa di conveniente per lo sviluppo del calcio”.

Francesco Trotta
La Gazzetta del Mezzogiorno