Il Parco del Gargano punta su inclusione e integrazione sociale

ASL di Foggia, CSM di Manfredonia, centri diurni, associazioni, consorzi e PROLOCO del Gargano
14 Dicembre 2016

La volontà del Parco Nazionale del Gargano di mettere a disposizione il suo immenso patrimonio naturalistico per avviare progetti di inclusione sociale, è stata accolta con grande entusiasmo dai giovani del territorio. In tanti hanno partecipato all’incontro convocato dal Presidente Stefano Pecorella che ha voluto chiamare a raccolta chi opera nel campo del sociale per comunicare l’intenzione dell’Ente di attivare concrete forme di partecipazione, anche attraverso specifici accordi-protocolli, a progetti di inclusione sociale a scopo terapeutico. All’incontro di ieri pomeriggio, svoltosi presso la sede dell’Ente a Monte Sant’Angelo, hanno partecipato oltre ad associazioni, centri diurni, consorzi e Proloco del Gargano, anche dirigenti dell’Asl di Foggia e del Centro Salute Mentale di Manfredonia proponendo svariati progetti. Si è parlato di terapie assistite con cani, asini e cavalli rivolte a bambini, anziani, diversamente abili e normo dotati; si è discusso di orti sociali; di arte-terapia da praticare nei luoghi simbolo della cultura garganica; di esperimenti di teatro-natura per persone con disturbi psichici e di sedute curative di yoga per combattere forme depressive da svolgere nei tanti luoghi meditativi che offre il Parco del Gargano. C’è anche chi ha proposto degli open days all’Oasi Lago Salso aperti ad associazioni di promozione sociale.

“E’ stato bello percepire l’entusiasmo dei giovani che si prodigano quotidianamente per aiutare chi è in difficoltà – dichiara il presidente Pecorella- e sentirsi dire che il Parco rappresenta una vera medicina naturale. Un’area protetta, oltre a conservare e valorizzare, deve anche puntare sull’integrazione e l'inclusione sociale intesi come elementi prioritari per lo sviluppo armonico della comunità del Parco”.

Quello di ieri è stato il primo di una serie di incontri per i quali si auspica la partecipazione di altre associazioni che possano così presentare progetti originali ed innovativi su cui l’Ente Parco ha intenzione di investire ancora per attivare buone pratiche di animazione sociale.

 “Il Parco è da sempre molto sensibile nei confronti di chi è meno fortunato - continua Pecorella – e la dimostrazione arriva dalle tante iniziative che abbiamo messo in campo: dalla realizzazione di sentieri per ipo-vedenti alle Tremiti ed in Foresta Umbra, alla formazione delle guide sub per non vedenti, passando - ad esempio- per il Teatro Stalla Matteo Latino, un progetto innovativo che si fonda proprio sul concetto di rigenerazione e inclusione sociale e che da subito abbiamo voluto sostenere”.