Referendum Costituzionale: quando e come si vota

Le urne saranno aperte dalle ore 7:00 fino alle 23:00
20 Novembre 2016

Quando si vota - Domenica 4 dicembre si terrà il referendum sulla riforma costituzionale promossa dal governo. Le urne saranno aperte dalle ore 7:00 fino alle 23:00 e potranno votare tutti i cittadini italiani che alla data della consultazione avranno compiuto 18 anni. Lo scrutionio inizierà subito dopo la chiusura delle urne.

Perché si vota - Il referendum sulla riforma è necessario perché, durante il voto in Parlamento, non si è raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi prevista dall’articolo 138 della Costituzione: questa soglia, infatti, è necessaria per modificare la carta fondamentale senza consultazione referendaria. Si vota SI per confermare la riforma, NO per bocciarla. Non c'è bisogno di nessun quorum da raggiunere perché la consultazione sia valida.

Perché è importante votare - L’appuntamento con il referendum costituzionale è molto importante, perché dall’esito del voto si deciderà il futuro non solo della nostra Costituzione, ma anche del Parlamento.

I numeri degli elettori - Sono chiamati alle urne 51 milioni di italiani, di cui 3,5 residenti all’estero e che voteranno in anticipo via posta. Per gli elettori impossibilitati a recarsi personalmente alle urne è possibile ricevere informazioni sul sito del Ministero dell’Interno.

Cosa cambierà se vince il SI - In sostanza, il ddl segna la fine del bicameralismo perfetto. Infatti, dopo la riforma la Camera dei Deputati avrà molti più poteri rispetto al Senato, che sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali. Nel dettaglio, la riforma costituzionale introdotta dal governo prevede:

» Riduzione del numero di senatori;

» Solo la Camera dei Deputati potrà concedere, o togliere, la fiducia al Governo;

» Il Senato avrà competenza legislativa piena solamente sulle leggi di sua diretta competenza e su quelle Costituzionali;

» Non ci saranno più i senatori a vita;

» Il Presidente della Camera diventerà la seconda carica dello Stato;

» Nuova riforma del Titolo V della Costituzione. Tornano allo Stato, infatti, alcune competenze come energia, infrastrutture e protezione civile.

» Abolizione del CNEL

» Le province sono definitivamente abolite