Francesco Granatiero con ''La chieve de l'urte'' e' vincitore del premio internazionale di poesia ''Europa in versi''

La premiazione è avvenuta a Como presso la villa del Grumello
6 Agosto 2016

Il poeta mattinatese Francesco Granatiero con La chiéve de l’úrte è vincitore del premio internazionale di poesia "Europa in versi" nella sezione di poesia dialettale. La premiazione è avvenuta a Como presso la villa del Grumello durante il Festival internazionale di poesia “Europa in versi”.

La chiéve de l’úrte è un’immagine in cui si condensa tutto il valore più altamente evocativo della poesia di Francesco Granatiero: la capacità di disserrare – attraverso l’arte poetica – la porta di un recinto che è anche un mondo “altro”. Come ha scritto il critico letterario Giovanni Tesio  “c’è l’idea dell’orto chiuso, di un recinto che da sempre abitano creature silenti e divinità disturbate, evocando misteri e risvegliando inquietudini, animando incanti e scatenando paure. E poi c’è l’enigma della chiave che dovrebbe aprirlo, svelandone gli arcani. Ma questa chiave – come ci avvisa il componimento proemiale, La chiéve – è nascosta sotto la cenere, e chi ne sa il segreto dorme, e non lo si può svegliare”.

Il poeta mattinatese Francesco Granatiero

Granatiero  è poeta, lessicografo, dialettologo, artista figurativo. Spesso la poesia di Granatiero, come ha evidenziato il critico Nicola Duberti,  ha un’ispirazione apparentemente antropologica, quasi etnografica: parte da immagini legate a riti agricoli, ad abitudini contadine  ormai abbandonate anche a Mattinata. In realtà, tutto questo si riveste di una dimensione mitica, epica, da cui si esce ipnotizzati e letteralmente esterrefatti. Nella sua storia artistica un’intensa vi è anche una attività di traduzione, in particolare dalla prediletta poetessa polacca Wisława Szymborska, e una mai del tutto interrotta consuetudine con la pittura. Ma la singolarità del percorso di Granatiero è che nella sua personalità intellettuale si fondono la dimensione più propriamente artistica e creativa e quella, apparentemente distante, di seria e costante ricerca scientifica. Granatiero è infatti appassionato studioso del dialetto di Monte Sant’Angelo -  Mattinata (lo stesso che usa per scrivere le poesie), ma anche dei dialetti della Capitanata e delle varietà alto-meridionali in genere, per le quali ha anche recentemente proposto (Altro volgare, Milano 2015) una grafia unitaria. Tra le sue numerose opere dialettologiche va certamente ricordato, anche ad un pubblico non specialista, il monumentale Vocabolario dei dialetti garganici (Foggia, Grenzi 2012). Francesco Granatiero (che nella sua vita quotidiana è anche medico…) è stato da sempre al centro delle attenzioni da parte dei critici letterari che si sono occupati della sua alta produzione poetica.

Francesco Bisceglia
La Gazzetta del Mezzogiorno