Il consiglio comunale discute sulla posizione di Giulia Quitadamo

Ad aprile l’assessore aveva espresso la volontà di uscire dal gruppo consiliare “Mattinata Riparte” e costituire il nuovo gruppo “Vivere Mattinata”.
10 Luglio 2016
Anna Giulia Quitadamo
Anna Giulia Quitadamo

La decisione di Giulia Quitadamo, consigliere comunale  e assessore al bilancio, di voler costituire, pur restando in maggioranza,  un gruppo consiliare autonomo arriva in Consiglio. Il 28 aprile scorso l’assessore aveva espresso la volontà di uscire dal gruppo consiliare “Mattinata Riparte” e costituire un nuovo gruppo: “Vivere Mattinata”.

Durante la riunione del consiglio Quitadamo ha conferma la “volontà di costituire il nuovo gruppo ed in subordine, qualora si ritenesse illegittima la nuova costituzione in seno al consiglio comunale, ai sensi dello statuto e del regolamento comunale sul funzionamento del consiglio, di creare un gruppo misto”. A sostegno della propria richiesta, ha citato “un parere espresso dal ministero dell’interno sull’argomento”. Da parte sua il sindaco Michele Prencipe ha ritenuto di non  accogliere l’istanza “in ragione del combinato disposto statutario e regolamentare che non consente la costituzione né del gruppo  “Vivere Mattinata” e né del gruppo misto con un solo consigliere”. Il consigliere Raffaele D’Apolito è intervenuto chiedendo al sindaco “maggiori chiarimenti sulla questione in quanto ritiene che la discussione in corso, all’interno del gruppo di maggioranza, non consente ai consiglieri di minoranza di intendere i termini del dibattito”.

Per il consigliere Lucio Roberto Prencipe si rileva “nelle dichiarazioni rese dal Consigliere Quitadamo, un aspetto molto grave, quello politico”, osservando  che “c’è un esponente di maggioranza, nonché assessore al bilancio che manifestamente si dissocia dalla compagine che ha dato vita a questa amministrazione e al suo programma di governo”. Quindi, secondo il consigliere del gruppo Pd “il dato è fondamentalmente politico. E’ vero che da più parti e con diversi pareri, l’interpretazione maggiormente condivisa è quella di riconoscere, ai consiglieri che si dissociano dal gruppo di origine, il diritto di entrare a far parte del gruppo misto onde garantire anche a questi ultimi, una compiuta partecipazione e il pieno esercizio del proprio mandato elettorale. E’ anche vero, però, che restano ferme ed imprescindibili le disposizioni del testo unico degli enti locali che riservano autonomia alle norme statutarie e regolamentari di un ente e tali norme nel caso di che trattasi non consentono la formazione né del gruppo “Vivere Mattinata” e né del gruppo misto formato da un solo componente”. Laddove un consigliere intenda operare scelte diverse da quelle raggiunte all’esito delle consultazioni elettorali, può ritrovarsi, ha concluso Prencipe, “ in una sorta di “limbo, privo delle prerogative proprie di un capogruppo consiliare”. Il Consigliere Raffaele D’Apolito ha rimarcato “l’assenza di una vera maggioranza all’interno del consiglio” e registrato “un incomprensibile ostruzionismo da parte del  sindaco”. Quest’ultimo ha invece negato “la sussistenza di qualunque attività ostruzionistica da parte della maggioranza”, ribadendo che “si tratta semplicemente di una questione di legittimità, in quanto le richieste del consigliere Quitadamo non possono trovare accoglimento in ragione di espresse previsioni statutarie e regolamentari che negano tale possibilità”. 

Dopo la discussione, il consiglio comunale ha convenuto “sulla necessità ed opportunità di modificare lo statuto comunale che ad oggi appare ampiamente superato dalla legislazione sopravvenuta in materia di enti locali e dalle successive disposizioni regolamentari “.

Francesco Bisceglia
La Gazzetta del Mezzogiorno