Il 9 maggio di 38 anni fa Aldo Moro veniva ucciso dalle Brigate Rosse

Dal libro ''A volo di Farfalla'', dell'Avv. Berardino Arena, la registrazione del Consiglio Comunale di Mattinata del 10.05.1978
10 Maggio 2016
Aldo Moro
Aldo Moro

Il 9 maggio di 38 anni fa Aldo Moro veniva ucciso dalle Brigate Rosse e il suo corpo fatto ritrovare nel bagagliaio di una Renault 4 rossa a Roma in Via Caetani tra Piazza del Gesù, (sede della D.C.) e Via Botteghe Oscure (sede del P.C.I.).
Aveva 61 anni.
Sconvolti dalla notizia, come la nazione intera, il giorno dopo il Sindaco Argentieri, d’intesa con i gruppi consiliari, convoca il Consiglio Comunale, in Piazza Matino, intitolata, poi, allo statista scomparso.
In una cornice di popolo dolente, in una sorta di assemblea cittadina come nell’antica “agorà” ateniese, il Consiglio comunale di Mattinata commemora l’illustre statista e Presidente della D.C. Aldo Moro.

Apre la seduta, in un silenzio profondo, con queste parole il Sindaco ARGENTIERI:
“l’On.le Moro non è morto … lui continua a vivere in mezzo a noi per i valori per cui ha lottato: la libertà, la democrazia.
Si uccide il corpo non l’anima!
Il tragico avvenimento del 16 marzo ci riporta al sacrificio di Matteotti, di Giovanni Amendola, di Antonio Gramsci, di Piero Gobetti e di tutti i martiri della resistenza.
Alla sfida che investe le basi stesse della Democrazia Italiana si può rispondere solo con una tensione morale e politica uguale a quella che ispirò la resistenza al fascismo.
Su questa linea sembrano concordare oggi le organizzazioni democratiche che rappresentano la quasi totalità degli italiani”, e conclude “esprimendo le più sentite condoglianze, a nome dell’intera cittadinanza, al capogruppo D.C. Arena, ai consiglieri D.C., al segretario Geom. Scirpoli, alla famiglia Moro e alle famiglie delle cinque vittime !”


CIUFFREDA FRANCESCO (P.S.I.):
“Si resta sgomenti di fronte a sì barbaro e disumano eccidio … che rappresenta l’ultimo anche se uno dei più dolorosi anelli di una lunga catena di tragici eccidi perpetrati contro uomini che hanno pagato con il proprio sangue generoso l’apertura di nuove strade all’umanità ed all’avanzamento sociale”.
L’ex Sindaco Ciuffreda conclude con una frase di S.Agostino: “dolendum quod raptus, consolandum quod ad meliora transierit” (Piangiamo l’ingrata, ingiusta inumana sorte di Aldo Moro, ma consoliamoci pensando che certamente questo triste evento preparerà tempi meno tristi per la nostra comunità”.


TOTARO LUIGI (P.C.I.):
“Noi comunisti abbiamo avuto delle posizioni divergenti da quella di Aldo Moro, ma io ricordo che grande era in noi il  rispetto anche nella polemica verso un uomo così grande … Il nostro Stato non è uno Stato totalitario, non è uno Stato che non garantisce le libertà essenziali dei cittadini. Noi diciamo che esistono le forze, perché questo disegno non passi e diciamo come partito comunista che nella Costituzione repubblicana vi sono tutti gli strumenti per poter colpire il terrorismo e la violenza. Non c’è bisogno di strumenti eccezionali, non c’è bisogno di nessuna pena di morte. Non ci dobbiamo lasciar prendere dall’isterismo, non ci dobbiamo lasciar prendere dalla rabbia e dalla emotività anche se non è facile; i partiti democratici dell’arco costituzionale devono essere il baluardo della difesa della libertà e della democrazia. Ed io in questo momento, credo, di aver commemorato e di aver ricordato l’On.le Aldo Moro così come credo è stato il messaggio dell’On.le Aldo Moro: egli era un uomo tollerante, era un cristiano, era un uomo che credeva nel pluralismo delle idee. Di fronte a questo uomo noi ci inchiniamo e il nostro saluto deferente va alla famiglia ed al partito della Democrazia Cristina, così duramente colpito in un uomo tanto prestigioso e tanto valido“.

LATINO PASQUALE (P.S.D.I.):

“La notizia del ritrovamento del cadavere dell’On.le Aldo Moro è una notizia che ha sconvolto tutto il paese. La figura di Moro è stata ricordata da tutti come uno dei più grandi statisti, come leader incontestato della Democrazia Cristiana, come un grande dirigente democratico, come tessitore della nuova realtà politica italiana e soprattutto come uomo della terza fase politica della Repubblica Italiana, quella che si apriva il 16 marzo e che proprio in quel giorno doveva avere l’approvazione delle Camere … che ha trovato epilogo in questo tragico e brutale assassinio.
Mai come in questo momento l’unità tra le forze democratiche si rende necessario e improrogabile; la posta in gioco è molto grande, per questo occorre che tutti collaborino al superamento di questo grave momento di crisi. Ognuno di noi deve operare nel suo piccolo, uno sforzo per mettere in pratica l’insegnamento e la ricerca di questo grande statista, volta a superare le fratture insite nella nostra società, che sono all’origine dell’odio e della violenza."


BERARDINO ARENA (D.C.):
“… Se per voi è stato difficile commemorare qui questa sera, in quest’insolita assemblea pubblica, la figura di Aldo Moro, quanto più difficile lo è per me che appartengo al partito del quale egli era il presidente, quanto più difficile è per me che mi onoro di appartenere al partito di Aldo Moro, felice di averne condiviso le sue idee politiche. Quello che è successo ha lasciato non solo la famiglia di Aldo Moro, non solo i democratici cristiani, non solo il popolo italiano, ma l’umanità intera, sgomenta. Pensiamo al dolore dei massimi dirigenti della D.C., al travaglio immenso di Zaccagnini, degli amici più cari della direzione del nostro partito che hanno dovuto superare prove indicibili, allorché hanno dovuto, per rispetto alle istituzioni democratiche, per rispetto al popolo italiano, respingere in modo categorico l’invito, che veniva attraverso lettere, certamente estorte, a trattare con i brigatisti uno scambio di prigionieri che certamente non poteva essere accettato. Pensiamo al travaglio di quegli uomini politici, dei suoi amici più cari che hanno dovuto dire no, consapevoli che quel no voleva dire condannare a morte Aldo Moro. Ma era un sacrificio che s’imponeva … non si poteva scendere a trattative con le Brigate Rosse non si poteva nel modo più assoluto barattare la vita di Aldo Moro con la libertà di altri brigatisti in carcere per altri efferati delitti contro altri servitori dello Stato, se non al prezzo di distruggere le stesse istituzioni democratiche.
Perché il suo sacrificio abbia un significato noi dobbiamo cercare di realizzare nella nostra vita amministrativa, nei nostri posti di lavoro, nei rapporti con gli altri uomini, quelli che erano i sentimenti ispiratori dell’attività, dell’opera dell’uomo e del politico Aldo Moro. Lo ricordiamo qui questa sera quasi nello stesso posto dove qualche anno fa, in un memorabile incontro elettorale, lo abbiamo visto rivolgersi ad una piazza gremita ed attenta, in un silenzio veramente religioso, ascoltare non il comizio ma quella pacata e serena conversazione dell’uomo che si rivolge ad altri uomini e che cerca di contribuire attraverso le sue idee a realizzare quella convivenza civile che deve esserci fra gli uomini. L’Italia ha saputo dare una risposta adeguata a questo tentativo di eversione, unendosi tutt’intorno ai partiti ed al Governo respingendo nel modo più fermo e deciso il ricatto ignobile che veniva dai brigatisti, da quei vili assassini.
Il popolo italiano ha saputo ritrovare in quest’ora decisiva quei sentimenti che seppe trovare nella lotta contro il fascismo e che portò alla costruzione di questo Stato democratico.
Il popolo italiano ha saputo ritrovare il valore di quegli ideali in queste giornate tremende quando ognuno ha capito che la posta in gioco ormai era la libertà di tutti. E allora se da una parte vi è lo sgomento, se da una parte vi è il cuore straziato di tutti gli italiani, feriti profondamente nei loro sentimenti democratici, dall’altra vi è il conforto di un popolo che ha ritrovato, ancora una volta, la sua unità, al di sopra delle divisioni politiche. Ed è questa la risposta più bella, la risposta più esaltante che il popolo, così duramente colpito, ha saputo dare a questo tentativo di eversione. Ci conforta questo fatto, ci conforta il fatto che la democrazia in Italia ha radici molto salde e che certamente un pugno di squilibrati e di vili assassini non potrà, nella maniera più assoluta, mettere in discussione. Ed allora, cari amici, se vogliamo onorare degnamente la memoria di Aldo Moro questa sera, dobbiamo qui tutti prendere un impegno solenne, perché queste manifestazioni non si risolvano nel solito rituale commemorativo che ormai in Italia, purtroppo, sta diventando consueto: l’impegno che ognuno di noi deve prendere questa sera è quello di tradurre nella sua vita di ogni giorno quelli che sono stati gli ideali per i quali Aldo Moro è stato assassinato così vilmente e barbaramente, cercare, cioè, di portare nella vita politica, amministrativa, nei nostri posti di lavoro, nei rapporti con gli altri, quei sentimenti di rispetto, di tolleranza, di concordia, di amore, di fratellanza.
Risalendo alle cause prossime - remote di questo triste evento, certamente possiamo dire che forse la classe politica italiana, per certa parte, non è esente da responsabilità morali. Perché è chiaro che quando in un popolo, attraverso la stampa, vengono inculcati sentimenti di odio e di rancore, allora, certamente, l’epilogo non può essere che questo. La vita civile e democratica impone il rispetto, impone la lotta per le proprie idee, ma senza la denigrazione degli uomini e dei partiti che portano avanti gli ideali di libertà e di democrazia interpretando i veri sentimenti del popolo italiano.
È la Democrazia Cristiana il partito più straziato in questo momento, sono gli uomini della democrazia cristiana quelli che sono i più bersagliati dalle B.R.. Sono gli uomini della Democrazia Cristiana che stanno pagando il prezzo più alto della libertà in cui viviamo. E allora il significato del drammatico evento è anche questo: attraverso la Democrazia Cristiana si vuole colpire quel partito che per 30 anni è stato il baluardo di difesa delle libere istituzioni democratiche e senza del quale la democrazia in Italia può vacillare ed annientarsi.
Noi questa sera, per onorare degnamente la memoria di Aldo Moro, dobbiamo impegnarci a realizzare nella nostra attività i suoi ideali, gli ideali per i quali egli è morto.
E vorrei, per concludere, ricordare un pensiero che Aldo Moro espresse parlando a Bari ai giovani nel trentennale della Resistenza:

“Non voltate le spalle ai morti, non voltate le spalle agli uomini della resistenza che hanno costruito per voi questo stato democratico”.

“Noi diciamo qui questa sera e ne assumiamo l’impegno di realizzarlo: non voltiamo le spalle ad Aldo Moro, a colui che è morto per la libertà di tutti“. In conclusione l’ex Sindaco Francesco Paolo Prencipe legge un messaggio redatto dai giovani dell’Azione Cattolica di Mattinata: “La violenza non è mai vincente, al tentativo dell’istinto a voler rispondere con la morte alla morte, con l’odio all’odio, con la guerra alla guerra, emerge l’eterno messaggio della speranza cristiana a costruire un mondo più umano condannandosi ogni sorta di male ma nello stesso tempo impegnandosi ad edificare l’amore e la vera pace. Gli echi del regno della pace celebrato nel giorno delle Palme a Mattinata, risuonano più attuali e si rendono ancora più forti in questo momento di dolore e di generale sgomento. La guerra e l’odio vengono favoriti dalla indifferenza ai  problemi dell’uomo, all’errata convinzione che sono gli altri a dover agire e noi rimanere spettatori. Proclamarsi costruttori della pace significa impegnarsi in prima persona anche col rischio dell’insuccesso, dell’incomprensione e della tensione.
Attuare il messaggio evangelico “beati i costruttori di pace” or comprendiamo meglio che diventa estremamente necessario anche se difficile. Si è uomini veri, se giorno per giorno si edifica la comunità umana nell’amore e nella giustizia, nel primario rispetto della vita. Ci sentiamo di gridare questo convinti che ciò che è possibile è dovere di tutti. Ci associamo al pensiero di Martin Luter King: mi offende maggiormente l’idea degli uomini, decisi a trovare la soluzione dei problemi attraverso la violenza e il terrorismo”.

Con questo pensiero il Consiglio Comunale mestamente si scioglie.

Avv. Berardino Arena