L'opera di Edoardo Tresoldi disegna i volumi dell'antica basilica di Siponto

L’installazione di Edoardo Tresoldi è una continua scoperta e cambia aspetto a seconda del momento del giorno
14 Marzo 2016

14 metri di altezza, 7 tonnellate di peso, 3 mesi di cantiere e 900 mila euro per realizzarla. Questi sono solo alcuni numeri dell’installazione di Edoardo Tresoldi fortemente voluta dalla Soprintendenza Archeologia della Puglia e dal Segretariato Regionale del MiBACT. Venerdì 11 e sabato 12 marzo, il parco archeologico di Siponto è stato protagonista di un grande evento di valorizzazione storico-culturale che ha richiamato l’attenzione di tutti i media nazionali.


Un’installazione in rete metallica che disegna i volumi dell’antica basilica paleocristiana a partire dagli scavi accanto alla basilica di Santa Maria Maggiore. Dopo lo studio e le ricerche preliminari, l’artista e gli archeologi ci hanno restituito ciò che il tempo ha cancellato. Un nuovo modo di conservare, tutelare, restaurare e valorizzare il sito archeologico sipontino.


Nei due giorni di inaugurazione sono intervenuti i diversi attori che hanno partecipato ai lavori come Edoardo Tresoldi, artista contemporaneo, Luigi La Rocca, Soprintendente Archeologia della Puglia, Eugenia Vantaggiato, Segretariato Regionale MiBACT per la Puglia, Francesco Longobardi, Progettista e Direttore Lavori e Angelo Ricciardi, Sindaco di Manfredonia.


“La coraggiosa scelta di far dialogare archeologia e arte contemporanea rientra in una visione complessiva di paesaggio inteso nella sua complessità temporale fra testimonianze del passato e attualità del presente” ha dichiarato Eugenia Vantaggiato. Nel suo intervento, Francesco Longobardi ha evidenziato la migliore leggibilità del sito archeologico grazie all’installazione perché le strutture murarie, prive della terza dimensione, sono difficili da comprendere e “spesso i visitatori non riescono a visualizzare l’opera”.


Un pomeriggio all’insegna del passato anche grazie al concerto di musiche medievali di Ensemble CALIXTINUS: l’antico calcare delle pareti della basilica di Santa Maria Maggiore, le musiche e i canti hanno condotto i presenti in un tempo lontano.


L’installazione di Edoardo Tresoldi è una continua scoperta e cambia aspetto a seconda del momento del giorno. Con il calar della sera, infatti, l’imponente e leggera rete metallica viene illuminata accentuando gli spazi e le forme delle colonne, dei capitelli e delle volte.


È possibile visitare il parco archeologico con le due basiliche dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.

Concetta Lapomarda