''La Memoria degli uomini nel bronzo e nella pietra''

Ricerca svolta sul campo dall’architetto mattinatese Gianfranco Piemontese
2 Febbraio 2015
Lapide dei Caduti
Lapide dei Caduti

La Memoria degli uomini nel bronzo e nella pietra. Monumenti e lapidi ai Caduti nei comuni della Capitanata”. E’ il titolo della ricerca svolta sul campo dall’architetto mattinatese Gianfranco Piemontese e realizzata nell’ambito del “Progetto Memoria” promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia nel centenario della prima guerra mondiale (che è stato ufficialmente lanciato il 29 gennaio scorso). Gianfranco Piemontese, che ha al suo attivo diversi volumi sull’urbanistica, l’architettura  e altre produzioni artistiche legate alla Capitanata, per questa ricerca ha perlustrato la nostra provincia sulle tracce dei monumenti dedicati ai tantissimi uomini morti in uno dei più terribili conflitti bellici che la storia annoveri.

Al di là della “querelle” che infiammò coloro che erano favorevoli o contrari “all’intervento”, migliaia e migliaia di uomini hanno combattuto e perso la vita in nome di una Patria che spesso li ha dimenticati. La decisione di perpetuare la “memoria” di questi uomini è divenuta anche l’occasione per elaborare opere d’arte. Nei comuni facenti parte della Provincia di Foggia la presenza di opere uniche o comunque prodotte da scultori è risultata dalla ricerca di Piemontese predominante rispetto alle lapidi composte da catalogo. L’erezione di monumenti ai caduti è anche l’occasione per ravvivare il dibattito nell’ambito artistico in una Provincia che, dall’inizio del  XX secolo, aveva promosso e organizzato fino al 1928, epoca della realizzazione del monumento di Foggia, una sola mostra d’arte, quella del 1924.

Conclusasi la Prima guerra mondiale, alla fine del 1918, si manifesta il desiderio di ricordare le migliaia di caduti. I promotori non sempre videro tutti i cittadini propensi a tale ricordo e, tra questi, persino le stesse famiglie dei caduti. Le ragioni di contrarietà erano di natura politica e sociale. L’intervento nel conflitto non era stato unanime e quelle forze politiche che erano state dichiaratamente anti interventiste ripresero forza e vigore nel ricordare che la guerra “era stata il più grande massacro di popoli perpetrato in Europa”. Inoltre numerose erano le famiglie che avevano perso padri e figli e si ritrovavano prive di sostentamento.

Rimaneva il dato di fatto che, nei tanti paesi che formavano l’Italia, la percentuale tra la popolazione residente e i caduti raggiungeva nel Meridione d’Italia cifre impressionanti. Nella Capitanata Monte Sant’Angelo aveva avuto 500 caduti, Mattinata 60, numeri spropositati rispetto alla popolazione residente e che Piemontese ha riscontrato in quasi tutti i comuni della Provincia di Foggia.

 

Pubblichiamo un estratto della ricerca dell’architetto Gianfranco Piemontese relativa al monumento ai caduti  mattinatesi
Mattinata, che nel 1923 era ancora frazione del comune di Monte Sant’Angelo, onorò i suoi Caduti nella Grande Guerra con una lapide monumentale inaugurata nel settembre di quell’anno, anche se su di essa è incisa la data del 4 novembre 1923.

L’opera venne  murata sulla facciata di Palazzo Malagoli, allora sede della Caserma dei Carabinieri, ed è racchiusa da una piccola recinzione in ferro battuto, al cui interno insiste una piccola aiuola e due palme. In marmo statuario bianco di Carrara, ha un disegno eclettico ed è composta da quattro lastre di marmo: tre compongono la lapide vera e propria e la quarta funge da base di appoggio. Sul lato sinistro della lapide c’è una figura di donna, personificante la Gloria e scolpita in bassorilievo, che occupa l’intera altezza della lastra. La base poggia su due capitelli pensili figurati con rami di palma che racchiudono i simboli delle città  di Trieste e Trento. Allo stato delle ricerche, non sappiamo chi sia l’autore di questo monumento; per affinità con quello realizzato ad Ischitella, si potrebbe pensare ad un’opera dello scultore marchigiano Giuseppe De Angelis.

La figura della donna è finemente scolpita e indossa un peplo che è mosso dal vento così da creare balze e pieghe; il capo della donna è leggermente inclinato verso il basso, quasi in segno di doloroso rispetto verso quei nomi incisi nel marmo. Nel 1980 l’Amministrazione comunale dell’ormai comune autonomo di Mattinata aggiungeva una seconda lapide dedicata ai caduti della seconda guerra mondiale".

Francesco Bisceglia