Francesco Granatiero presenta 'Vocabolario dei Dialetti Garganici'

Giovedì 27 settembre presso la sala parrocchiale di Mattinata
26 Settembre 2012
‘Vocabolario dei Dialetti Garganici’ di Francesco Granatiero
‘Vocabolario dei Dialetti Garganici’ di Francesco Granatiero

Giovedì 27 settembre, nella sala parrocchiale di Mattinata alle ore 19.30, il poeta Francesco Granatiero presenterà il suo ultimo capolavoro “Vocabolario dei Dialetti Garganici”, opera che esplora tutti  i centri del Promontorio, importante crocevia linguistico della cosiddetta  “area meridionale intermedia”.

Nel volume vengono esplorati, con inchieste a tappeto, tutti i sedici comuni dello 'Sperone d'Italia' con le loro frazioni e nelle varianti più o meno rustiche dei centri. Sono prese in considerazione tutte le pubblicazioni lessicografiche e demo-antropologiche dal 1900 al 2007. L’autore si avvale di controlli incrociati e verifiche sul campo. Interessa tutti i settori della civiltà contadina, pastorale, marinara e del territorio che diversamente parla.

Il vocabolario di Granatiero rappresenta, per ampiezza e profondità di scavo, oltre che per ricchezza di raffronti regionali ed extraregionali, un sorprendente punto di arrivo e insieme un formidabile strumento scientificamente fondato e imprescindibile per chiunque voglia approfondire lo studio di questa meravigliosa terra.

Il nostro tempo, con l’orizzontale appiattimento linguistico e culturale, l’eccessiva esaltazione del presente e il rivoluzionario progresso della scienza e della tecnica, potrebbe essere la più seria minaccia per i dialetti. Con la scomparsa degli oggetti tradizionali, legati a usi e mestieri millenari (e ora, nel migliore dei casi, relegati in qualche museo etnografico), certamente si perderanno anche le parole che li designavano. (…) Se è vero che oggi è quasi scomparso tra gli insegnanti il pregiudizio per la “malerba dialettale”, è altrettanto vero che il dialetto è assai meno parlato. Non di rado, laddove i bisnonni conoscevano solo o quasi solo il dialetto e i nonni hanno bene o male appreso l’italiano e continuano ad esprimersi in dialetto, i nipoti parlano l’italiano regionale o meglio locale – che spesso non è poi così distante dalla lingua omogenea televisiva – e non comprendono il dialetto dei nonni. È forse questo il giusto prezzo per la tanto auspicata unità linguistica nazionale. (Francesco Granatiero)