'L'icona lapidea di Bernardo monaco'

Un nuovo lavoro per Michele De Filippo che si propone di offrire una nuova chiave di lettura sulla nascita, provenienza e diffusione del culto micaelico
5 Luglio 2012
Icona lapidea ritrovata
Icona lapidea ritrovata

Un nuovo volume sul santuario di San Michele, con la presentazione di una scoperta archeologica sottoposta ora alla valutazione degli specialisti. “L’icona lapidea di Bernardo monaco” è il volume di Michele De Filippo, pubblicato dalle “Edizioni della Basilica Santuario di San Michele Arcangelo” e stampato da Claudio Grenzi, che si propone di offrire una nuova chiave di lettura sulla nascita, origine, provenienza e diffusione del culto micaelico dei primi secoli, rese incerte dalla lacunosa documentazione storica del periodo di riferimento.

Le uniche fonti pervenuteci  le troviamo nella Vita di  San Riccardo dell’Ughelli  e nell’Itinerarium Bernardi Monachi, un monaco pellegrino sul Gargano. Da queste si evince la presenza nel Santuario di un’immagine dell’Arcangelo Michele, senza ulteriori particolari. De Filippo, che si è sempre interessato di archeologia, demologia ed antropologia con ricerche ed inchieste sul campo in qualità di responsabile del Gruppo speleologico “Michele Bellucci” di Manfredonia e di presidente della sezione dell’Archeoclub di Manfredonia,  sottopone ai lettori e agli studiosi che vorranno approfondire il caso una sua scoperta: “un’icona lapidea,  dalle caratteristiche peculiari, fa ipotizzare di trovarci in presenza di quella tessera storica mancante, rappresentata dall’immagine del Santo vista dal monaco Bernardo nella grotta dell’Arcangelo”.

In una casa di campagna - come si racconta nel libro - durante lavori di ripristino fu rimossa una lastra di pietra delle dimensioni di 80x50, che il proprietario dell’immobile affidò a De Filippo. “Dopo averla pulita con la dovuta cautela dalle incrostazioni ci appaiono lineamenti poco marcati d’un San Michele alato in veste regale, ritto su un dragone nell’atto di infilzarlo con una lancia, mentre alla base della lastra è incisa un’epigrafe con lettre tutte perfettamente leggibili”.

Per De Filippo, la tecnica impiegata, “alquanto nuova e personale, sembra non trovare riscontri nel vasto panorama dell’arte medioevale”. L’autore ipotizza “la provenienza dell’icona lapidea dal vicino Oriente o da una scuola bizantina  ancora operante in Puglia”. L’approfondito  lavoro di De Filippo, che è presentato dal rettore della basilica micaelica, padre Ladislao Suchy, contiene inoltre una interessante ricerca su quanto è stato scritto sul pellegrinaggio garganico nel corso del secolo appena trascorso.


Michele De Filippo, laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato nelle Scuole Medie Superiori.
Ha pubblicato: Il Complesso Carsico Occhiopinto - Scaloria, in “Atti del Convegno storico-archeologico del Gargano”, Consorzio per la valorizzazione del Gargano, Foggia, 1970; Società e Folclore sul Gargano, Monte Sant’Angelo, vol. I, Atlantica Editrice, Foggia, 1986; Società e Folclore sul Gargano, Monte Sant’Angelo, vol. II, Atlantica Editrice, Foggia, 1989 (Primo premio per la saggistica al “10° Premio Nazionale Il Gargano”, Vieste 1991, per i due volumi); Oglio di Cranio Umano. Magia, medicina e religiosità nella tradizione popolare garganica, Claudio Grenzi Editore, Foggia, 2010.

 

Francesco Bisceglia