''Oglio di Cranio umano. Magia, medicina e religiosità nella tradizione garganica''

Presentato ufficialmente, nella sala consiliare presso il Museo Civico di Mattinata, l'opera del professor Michele de Filippo
7 Aprile 2011
'Oglio di Cranio umano. Magia, medicina e religiosità nella tradizione garganica' del professor Michele de Filippo
'Oglio di Cranio umano. Magia, medicina e religiosità nella tradizione garganica' del professor Michele de Filippo

Come annunciato nei giorni scorsi, venerdì 25 marzo u.s. nella sala consiliare presso il Museo Civico di Mattinata, con il patrocinio del Lions Club e del Comune di Mattinata, è stato presentato ufficialmente il volume “Oglio di Cranio Umano. Magia, medicina e religiosità nella tradizione garganica” del professor Michele de Filippo pubblicato da Claudio Grenzi Editore sul finire dello scorso anno.

Dopo il saluto del presidente del Lions Club di Mattinata dott. Enzo Lamberti è toccato al vicesindaco ing. Raffaele Prencipe fare gli onori di casa.

L’autore ha quindi delineato per sommi capi il piano dell’opera e le motivazioni che, nel corso degli anni, lo hanno portato a cimentarsi in questa ulteriore impresa editoriale vertente su una materia di non facile approccio, la cui lettura è comunque resa piacevole anche ai non addetti ai lavori.

Il previsto intervento programmato di Padre Mario Villani o.f.m., direttore della Biblioteca del Convento di San Matteo in San Marco in Lamis e della Biblioteca diocesana di Foggia, nonché membro della Società di Storia Patria per la Puglia, per una improvvisa indisponibilità del frate francescano, è stato letto dal professor Paolo Malagrinò ed ha affrontato alcuni aspetti dello studio di de Filippo legati al tema della religiosità popolare. Credenze e superstizioni si intrecciano in un territorio aspro ed ostile, scabroso assai, come il Manicone lo definisce nella sua Fisica Appula. Un’isola culturale, l’isola Monte, nella quale le radici della tradizione sono ben salde e danno vita a riti e pratiche magico - religiose altrove improponibili. Su questa montagna sacra i guaritori, ultimi di sette figli maschi, investiti da bambini col sangue di una lepre, sostituivano i medici curando malattie di ogni genere, sempre e comunque nel nome dell’Arcangelo. La credenza nei poteri della gente di San Paolo o Sanpàulére continua ad essere ancora viva nelle comunità garganiche dove il potere antiofidico di questi ultimi nati, resi immuni dai morsi di vipera, era esteso anche ai nati nella notte del 29 giugno, festa di San Paolo Apostolo.

Il dottor Lorenzo Pellegrino, già primario di Cardiologia presso l’ospedale Civile di Manfredonia e membro della Società di Storia Patria per la Puglia, ha a sua volta dissertato sul rapporto non sempre facile tra la medicina popolare e quella ufficiale. Ancora oggi le erbe medicinali, quelle del giardino dei semplici, sono utilizzate in farmacopea, come avveniva già nell’antichità all’interno delle farmacie dei monasteri e la medicina omeopatica può risultare molto efficace per lenire il dolore, ma dovrebbe essere comunque somministrata sotto stretto controllo medico.

Il professor Michele Ferri, docente di Lingua e Letterature straniere nei Licei e membro della Società di Storia Patria per la Puglia, si è occupato della sfera del magico e delle sue compenetrazioni con la medicina e la religiosità. La bassa magia cerimoniale, con i suoi rimedi magico religiosi, sopravvive ancora nei vari centri garganici e non risulta facilmente asportabile dalla curiosità e dalle domande insistenti del ricercatore, soprattutto per le remore che gli intervistati hanno nel raccontarsi.

In una società agro – pastorale come quella garganica in cui l’uomo e l’animale vivono in simbiosi e la salute della bestia può significare la sopravvivenza di un intero nucleo famigliare, l’affascino, la fascinazione causata per lo più dall’altrui invidia, colpisce anche le bestie e anche per loro si recitano scongiuri e si effettuano pratiche magiche. Ma accanto ai guaritori c’erano anche le masciare con le loro fatture, l’altra faccia della magia cerimoniale, quella più ambigua e terribile, che talvolta sconfinava con ritualità di tipo satanico.

Ai qualificati interventi è seguita la relazione ufficiale, curata della professoressa Anna Maria Tripputi, titolare della cattedra di Tradizioni Popolari della Università degli Studi di Bari, che nel corso della sua brillante carriera accademica si è più volte occupata, anche con preziose pubblicazioni editoriali, del Gargano e della sua gente. Inquietante ed intrigane è per lei il titolo del libro “Oglio di cranio umano”, tratto da un antico ricettario, come i manuali di pratiche terapeutiche venivano chiamati, manoscritto del 1750, dal titolo “Capaccio” di Nicol’Angelo Meola. Quest’olio era estratto con una tecnica particolare dal cranio di un soggetto morto di morte violenta e serviva a curare mirabilmente il mal caduco (l’epilessia). Indagare il campo della medicina popolare e folklorica non è compito facile e l’autore ci propone un viaggio affascinante, coraggioso ed arduo, in cui indaga nel vasto mondo delle credenze e delle pratiche terapeutiche del territorio garganico.

Michele de Filippo è nativo di Monte Sant’Angelo, ma ha vissuto fin da giovanissimo a Manfredonia ed è mattinatese di adozione avendo sposato una nostra concittadina. Docente di Lingua e Letterature straniere in Istituti di Istruzione secondaria superiore, oggi in pensione, ha coltivato fin da giovanissimo l’interesse per la cultura e le tradizioni popolari garganiche. Dopo l’esordio nel 1972 con “Canti popolari di Monte Sant’Angelo”, pubblicato in Napoli da Edizioni Athena per il Centro di Studi Garganici, scritto a più mani con Michele D’Arienzo, Marco Liguori, Giovanni Piemontese e Marco Trotta, nel 1985 Michele de Filippo si è affermato pubblicando per le Edizioni Atlantica di Manfredonia l’opera in due volumi “Società e Folklore sul Gargano. Monte Sant’Angelo: analisi e documenti di civiltà contadina”, diventata un classico per gli appassionati del settore.

 

Antonio Latino