La concessione lido contesa. Entro un mese la sentenza
Ancora una puntata nella saga relativa all’uso della spiaggia dei faraglioni, tra le più conosciute in tutta la Puglia. A marzo scorso i giudici del Tar avevano accolto il ricorso del lido balneare e annullato la concessione degli uffici comunali nel luglio 2009 a favore dell’albergo sul principio che “in presenza di più istanze dirette a ottenere la concessione demaniale di spazi di arenile va preferita quella in grado di assicurare un più ampio uso da parte della collettività del bene, respingendo quelle volte a restringerlo a pochi soggetti”.
Per i giudici di primo grado “mentre l’istanza dello stabilimento balneare è diretta a garantire l’ampia ed indifferenziata fruizione del bene demaniale da parte dell’intera collettività - come avvenuto dagli anni Settanta sino al 2007, l’istanza dell’albergo “appare diretta ad operare un vero e proprio asservimento della spiaggia in questione all’uso pressoché esclusivo della clientela della struttura alberghiera. Il che rende del tutto illegittimo, in relazione alle censure dedotte, l’operato del Comune, che al contrario ha privilegiato l’istanza dell’albergo”. Contro questa sentenza del Tar che accoglieva le motivazioni giuridiche del lido balneare c’è stato il ricorso a Roma dell’albergo (con gli avv. Gaetano Prencipe, Ernesto e Saverio Sticchi Damiani, mentre il lido è assistito dall’avv. Gennaro Notarnicola).
La sentenza arriverà tra qualche settimana: i giudici del Consiglio di Stato si pronunzieranno nel merito e dovranno dire l’ultima parola sulla concessione balneare in contestazione. Nel frattempo da Palazzo Spada arriva un’ordinanza, datata 16 giugno, che si pronunzia sulla richiesta dell’albergo di sospendere “nelle more”, cioè in attesa della sentenza in arrivo che deciderà nel merito, gli effetti prodotti dalla sentenza del Tar di Bari. “Ritenuto che la motivazione della sentenza appellata, nella parte in cui ravvisa l’esigenza di più ampio uso del bene pubblico da parte della collettività, non si conformi adeguatamente allo stato dei luoghi rappresentato in atti, per quanto riguarda la difficile e non sicura accessibilità dell’arenile di cui trattasi da parte di soggetti diversi da quelli, soggiornanti nel complesso alberghiero gestito dall’appellante”, il Consiglio di Stato “accoglie l'istanza cautelare e sospende l'efficacia della sentenza impugnata”. Adesso si deve solo aspettare la sentenza, che a dire dei bene informati arriverà nella seconda quindicina di luglio, in piena stagione turistica.
