Corale africana a Siponto

Un'esperienza unica vissuta in prima persona da una mattinatese
11 Febbraio 2009
Corale africana
Corale africana

Domenica 8 febbraio 2009, la corale africana della comunità parrocchiale di Borgo Mezzanone, è stata ospite presso la casa Scalabrini per una serie di attività; dopo il pranzo hanno visitato Manfredonia, risposto alle domande dei lupetti e hanno animato con i loro canti la messa serale nella parrocchia S. Maria Regina di Siponto.

Che cosa succede se un gruppo di africani si fanno un giro in un bel pomeriggio manfredoniano? Succede che la gente guarda curiosa e ne approfitta per una foto ricordo in piazzetta, che l'inglese parlato dagli italiani fa ridere, succede che ti vien voglia di ballare durante una celebrazione... Tutto ciò è successo a Manfredonia e succede tutti i giorni a Borgo Mezzanone. Domenica scorsa questa corale colorata formata da nigeriani e ganesi ci ha regalato emozioni particolari.
Avete presente quando i ragazzi vanno a fare una gita e per qualche ora sono fuori dal controllo dei genitori? Ecco io li ho visti così, appena scesi dal pulmino, si sentivano persone diverse e potenziali terroristi, nel campo di Borgo Mezzanone sentirsi così non è difficile visto che c'è addirittura l'esercito a "sorvegliare" che non ci siano agitazioni.

Ci hanno fatto tanto divertire, anche quando cercavano di sdrammatizzare i racconti che si sono sciolti davanti al mare, ci indicavano le barche sul porto e ricordavano i loro viaggi. Le reazioni sono state varie ma ognuno di loro si è preso qualche secondo per guardare dritto negli occhi il mare. C'è chi ha pregato alla vista di questa distesa azzurra, chi ha avuto un brivido, un sospiro e si è girato dall'altra parte, qualcuno ha anche assaggiato l'acqua per sentire se aveva lo stesso sapore di quando era l'unica cosa da bere... Ci siamo spinti fino in fondo al muro del porto, dove il vento ti trasportava e il mare si agitava, altri ricordi, altre tempeste, altro mare grosso da affrontare con il serbatoio ormai vuoto.

Io sono venuto con uno come quello, indicando un gommone attraccato, eravamo in 35, qualcuno non ce l'ha fatta, Io con una barca così, era blu come questa, eravamo più di 100. Per molti era la prima volta che rivedevano il mare... Ma l'incontro con il mare non gli ha distratti dalla tensione per la loro esecuzione in chiesa, erano agitati e appena le domande curiose dei lupetti scout gli hanno lasciati liberi sono andati a provare i canti, e che canti ragazzi!!! E' proprio vero che hanno il ritmo nel sangue. Gli avventurosi lupetti sono arrivati con i loro stendardi, i cappellini verdi e tanta curiosità, si sono presentati e hanno cominciato a chiedere perché sono venuti in Italia, come era la vita nei loro "villaggi", come vivono ora. Daniel, Stan, Sophie ed altri hanno raccontato di loro, dalla colonizzazione alle tensioni odierne, i motivi della guerra civile in Nigeria... Una lezione di storia, sociologia... una lezione di vita che non dimenticheranno facilmente. Io con il mio stentato inglese sono riuscita a 'farmi' degli amici, persone che conoscevo appena ma con un grande senso di accoglienza. Fa sorridere, loro che accolgono noi, perché noi italiani abbiamo dimenticato, a volte, come si fa ospitalità. Sono bastati 5 minuti per essere coinvolti nelle loro foto, nelle loro battute, nei loro racconti.

Finalmente in serata si è celebrata questa gioiosa santa messa a Siponto. Le facce curiose di alcuni anziani, il ritmo dei bonghi suonati con maestria, le voci appassionate e un ritmo travolgente, questi gli ingredienti di una fede fervida che riporta un po' di gioiosa partecipazione alle nostre messe. Voglio ringraziare i miei nuovi friends per questa splendida giornata. Mi sembra di ricordare che Gesù nella bibbia spesso ci ha detto di essere gioiosi e accogliere l'altro. Spero che a nostro modo anche noi abbiamo potuto ricambiare il loro caloroso affetto.



Concetta Notarangelo
La redazione

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