E' morto don Peppino, il prete amico!

Dopo una lunga malattia ci ha lasciati all'età di 85 anni
1 Marzo 2007
Don Peppino durante la Celebrazione Eucaristica del suo 50
Don Peppino durante la Celebrazione Eucaristica del suo 50
Poche ore fa un grave lutto ha colpito l'intera comunità parrocchiale mattinatese: all'età di 85 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 16 marzo) si è spento don Giuseppe Prencipe, per tutti don Peppino, anziano sacerdote già vice parroco di Mattinata e parroco di Macchia Libera, figura alla quale sono legate intere generazioni di meno giovani di cui negli anni '50/'60 fu infaticabile animatore all'interno dei vari rami dell'Associazionismo Cattolico maschile e femminile, quindi del Segretariato del Popolo "G. Toniolo" facente riferimento al locale circolo ACLI.

In molti ricordano la vita all'interno dell'oratorio da lui organizzato, con proiezione di film e prime serate televisive. Ma anche i suoi campi estivi organizzati per lo più a Vignanotica e le refezioni scolastiche per i bambini di famiglie meno abbienti.

Un susseguirsi di ricordi e sensazioni stanno venendo alla mente di chi scrive che del caro don Peppino fu chierichetto, seguendolo anche in camminate pomeridiane col compianto amico don Vincenzo Biancofiore, grande conoscitore di asparagi.

Don Peppino, nipote dell'Arciprete don Salvatore Prencipe, fu ordinato sacerdote l'8 dicembre 1946 festa dell'Immacolata Concezione, con una solenne concelebrazione presieduta dall'Arcivescovo Mons. Andrea Cesarano. Anche nel periodo in cui adempì il suo ministero sacerdotale nella vicina Macchia Libera, frazione di Monte Sant'Angelo, mai fu dimentico della sua originaria Comunità parrocchiale, anzi, a partire dal 1968 con l'inaugurazione della Cappellina dedicata a Cristo Re, tutt'oggi in via Petrarca, fu ancora più presente.

E' stata questa la sua vera chiesa mattinatese, la sua chiesetta dove incontrava, confessava e comunicava le vecchine della Coppa, ma anche tanti giovani che dalle sue parole semplici trovavano la forza per riconciliarsi con Dio e riavvicinarsi timidamente alla partecipazione ai Sacramenti. Molto noto ai turisti che affollavano le sue messe all'aperto data l'insufficienza della cappella specialmente nel periodo estivo: era la sua una messa semplice, alla portata di tutti, ricca di parabole e di simboli che colorivano le sue indimenticabili prediche. Mai un volto annoiato, ma la totalità dell'assemblea liturgica si licenziava da lui arricchita nello spirito dalle sue parole buone.

E infatti nel 1996, nelle sue nozze d'oro con la Chiesa, a Mattinata, il paese dove è nato ed è vissuto, gli furono tributati solenni festeggiamenti. Festeggiamenti meritati perchè don Peppino per Mattinata ha costituito molto di più di un semplice sacerdote essendo il suo campo spaziato dall'insegnamento, all'impegno nel sociale a favore dei più bisognosi, all'impegno e alla lotta politica negli anni in cui pressante era la richiesta di Autonomia nei confronti dell'Autorità centrale: ed ecco don Peppino, prete volante correre a bordo della sua lambretta (poi cambiata con una seicento, quindi con un millecento Fiat) verso gli uffici della Prefettura a perorare la buona causa mattinatese, ma anche scendere in piazza alla testa di manifestazioni spontanee popolari quando c'era da richiedere servizi primari come l'elettrificazione pubblica.

Simpatico e gioviale, con quella fossetta caratteristica sotto il mento che contribuiva a rendere ancora più accattivante il suo sorriso. Ma anche spiritoso quanto basta.

Un ricordo personale recente: avendolo incontrato mentre a braccio veniva condotto dai familiari, avendo in me riconosciuto il suo vecchio chierichetto, ho provato a chiedergli: ìDon Peppino, com'andiamo?î. Mi ha risposto, lasciandomi senza parole: "Noi non comandiamo niente: comanda solo Dio". Quel Dio che tutti ci auguriamo lo abbia già accolto nella Casa dei Giusti.

Giunga alla famiglia e alla comunità parrocchiale tutta il cordoglio delle redazioni dei siti mattinata.it e mattinatesi.it.
La Redazione